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Riforma Igr, ira dei sindacati: "Pagheranno dipendenti e pensionati, pronti alla mobilitazione"

Sullo sfondo l'ipotesi sciopero generale, se non saranno accolte le richieste dei sindacati

di Mauro Torresi
14 lug 2025
Nel servizio le interviste a Enzo Merlini (segretario generale Csdl), Milena Frulli (segretaria generale Cdls) e Francesca Busignani (segretaria generale Usl)
Nel servizio le interviste a Enzo Merlini (segretario generale Csdl), Milena Frulli (segretaria generale Cdls) e Francesca Busignani (segretaria generale Usl)

"Non si mettano le mani nelle tasche di lavoratori dipendenti e pensionati": i sindacati promettono battaglia sulla riforma dell'Imposta generale sui redditi. Csdl, Cdls e Usl, all'unisono, bocciano il provvedimento che, assicurano, andrà a colpire le solite categorie che hanno già subito una riduzione del potere d'acquisto.

"Ad una persona i cui redditi diminuiscono - afferma Enzo Merlini, segretario generale Csdl - non si fanno più pagare più tasse, bensì di meno. Invece i dati dimostrano che altri redditi sono aumentati in maniera significativa. Sono i redditi aggiuntivi a quelli da lavoro. Sono aumentati i risparmi, non dei nostri rappresentati: un miliardo di raccolta bancaria in più in tre anni dimostra che qualcuno i soldi li ha accumulati. Quindi si vada a tassare chi ha avuto un aumento dei redditi e non chi li ha persi".

Ammontano a 20 milioni di euro le maggiori entrate, spiegano i sindacati, che tornano a chiedere equità fiscale, controlli e di approfondire la distribuzione del miliardo di nuova raccolta bancaria. Inaccettabile, affermano, l'idea di eliminare la no tax area e di trasformare le deduzioni Smac in detrazioni. "Stanno uscendo comunicati stampa - dice Milena Frulli, segretaria generale Cdls - in cui si afferma che i redditi bassi avranno, da questa riforma Igr, un vantaggio. Per un reddito di 1.200 euro lordi il vantaggio si aggirerebbe sui 230 euro. Ma questo è vero soltanto se la persona che percepisce quel reddito 'smacca' in territorio, mediamente, 500 euro al mese. Come può un lavoratore che prende 1200 euro lordi 'smaccare' 500 euro al mese?"

I sindacati dicono "no" alla proposta di reintrodurre la cosiddetta "tassa etnica". Dopo che si è arrivati all'innalzamento della franchigia per i frontalieri, sottolineano, il governo non può alzare l'imposizione. "Fai un programma dove dici che vuoi mettere al centro il cittadino e il lavoratore, anche frontaliero? Allora - attacca Francesca Busignani, segretaria generale Usl - spremiti le meningi e trova delle soluzioni che non mettano le mani nelle tasche dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che sono quelli che hanno sempre pagato e non hanno fatto altro che pagare".

Csdl, Cdls e Usl lamentano la mancanza di un vero confronto con il Governo. Martedì 15 luglio l'incontro con i gruppi consigliari. Se le richieste non saranno accettate e non ci si potrà confrontare con i lavoratori, allora sarà sciopero generale.

Nel servizio le interviste a Enzo Merlini (segretario generale Csdl), Milena Frulli (segretaria generale Cdls) e Francesca Busignani (segretaria generale Usl)





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