La riforma dell’Imposta Generale sui Redditi, in arrivo in prima lettura al Consiglio Grande e Generale, trova l’opposizione netta della Confederazione Democratica dei Lavoratori Sammarinesi (CDLS), che chiede un cambio radicale di rotta.
Per il Segretario Generale CDLS Milena Frulli, “la riforma Igr o si modifica radicalmente o va ritirata”. Il motivo è chiaro: “Ancora una volta – spiega – è improntata sulla tassazione di lavoratori e pensionati, colpisce i più deboli mentre lascia sostanzialmente invariato il trattamento delle altre categorie”.
Al centro della contestazione c’è l’eliminazione delle attuali deduzioni fino a 9.000 euro, sostituite da detrazioni calcolate solo sulla tracciabilità SMaC, fino a un massimo di 6.000 euro. Questo comporterebbe “un innalzamento degli scaglioni per i redditi più bassi, con conseguente aumento dell’aliquota”.
Fortemente penalizzati i frontalieri, che “non potranno più usufruire di alcuna agevolazione legata alla SMaC al pari dei residenti”, con il rischio di nuove disparità nelle aziende. “Ci sorprende – afferma inoltre la CDLS – che le imprese non abbiano battuto colpo per le possibili ricadute negative nel reperire manodopera qualificata oltreconfine”.
Altro punto critico è il possibile raddoppio delle imposte sul TFR, che “a regime comporterà centinaia di euro in meno l’anno” per ogni lavoratore.
Il Direttivo della Federazione Pensionati CDLS denuncia anche le restrizioni sulle spese sanitarie detraibili solo se effettuate a San Marino, temendo rincari e limitazioni nella libertà di scelta: “Un pensionato che vive con 1200 euro lordi, come può arrivare a spenderne 500 al mese in territorio per pagare meno tasse?”.
Il Segretario FNPS Pier Marino Canti non usa mezzi termini: “Siamo di fronte a una cosa ignobile. Sono ancora una volta colpiti i soliti noti”. La richiesta finale è chiara e condivisa: “La riforma Igr va totalmente modificata oppure ritirata”.