Riforma previdenziale, Santi fissa il percorso: "Le linee sono quelle, non possiamo inventarci nulla"

19 mar 2019
Riforma previdenziale, Santi fissa il percorso: "Le linee sono quelle, non possiamo inventarci nulla" - Anis, intanto, lancia alcune proposte e insiste sull'aumento del tetto pensionabile
Prima i sindacati e le associazioni dei consumatori, poi le categorie economiche e gli ordini professionali: mattinata di confronto prioritario ma interlocutorio sulla bozza di riforma previdenziale. Sullo sfondo l'obiettivo della sostenibilità del sistema che giustifica - concordano i Segretari di Stato alla Sanità, Interni e Finanze - l'accelerazione impressa dal Governo per arrivare a risultato entro l'estate. Nessun dietrofront sulle direttrici indicate ovvero l'innalzamento dell'età pensionabile; la variazione del sistema di calcolo degli assegni previdenziali; la revisione delle aliquote contributive. "Le linee sono quelle, non possiamo inventarci nulla - ribadisce il Segretario di Stato Franco Santi - credo non ci siano grosse alternative"

Per il Segretario un percorso complesso ma l'obiettivo resta immutato: “intervenire al più presto per evitare situazioni di emergenza nei prossimi anni”. “Tante le variabili sul tavolo - aggiunge - ma abbiamo chiesto uno sforzo a tutti nella necessità di entrare nel merito delle varie proposte per costruire possibilmente una serie di interventi che possano essere addirittura migliorativi”.

E a proposito dell'incremento delle aliquote, l'Associazione dell'Industria intanto fa notare che le retribuzioni sammarinesi sono già più alte rispetto a quelle italiane, e mediamente del 10%, pertanto “un eventuale incremento del costo del lavoro in questa fase di economia debole, - sostengono – appare quanto meno inopportuno”. Sul reperimento delle risorse, gli industriali guardano invece al residuo attivo di assegni familiari e della malattia economica: “trasferire l'1% o più, a seconda dell'entità dell'avanzo, di quelle risorse al fondo pensione darebbe ossigeno al sistema”. Anis insiste infine sulla richiesta di aumento del tetto pensionabile, che ad oggi è di 46mila euro: il problema si pone per i ruoli dirigenziali: “Al di sopra di quell'importo – ricorda il segretario William Vagnini – i contributi vanno in solidarietà. Per un'azienda che voglia assumere un dirigente e portarlo a San Marino – spiega - questo funge da deterrente, costringendo alla stipula di polizze integrative per assicurare al professionista una pensione adeguata”.