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S&P promuove San Marino: rating sale da 'BBB+' ad 'A-'

Tre i pilastri dell'upgrade citati nel report: la "solida performance economica" di un sistema definito "piccolo e aperto", la "prudente gestione fiscale" e la "migliorata stabilità finanziaria"

di Davide Giardi
6 giu 2026
S&P promuove San Marino: rating sale da 'BBB+' ad 'A-'

Promozione per San Marino: l'agenzia internazionale S&P Global Ratings ha alzato il rating sovrano della Repubblica da 'BBB+' ad 'A-', con outlook stabile. Un salto di qualità che colloca il Titano nella fascia alta dell'investment grade e riflette una valutazione complessivamente positiva. 

Tre i pilastri dell'upgrade citati nel report di S&P: la "solida performance economica" di un sistema definito "piccolo e aperto", la "prudente gestione fiscale" e la "migliorata stabilità finanziaria". In questo ultimo punto viene citato in particolare il rafforzamento della capacità della Banca Centrale di agire da prestatore di ultima istanza grazie al nuovo accesso al programma di liquidità EUREP della Banca Centrale Europea. Si tratta di uno strumento, annunciato nel febbraio 2026, per la fornitura temporanea di liquidità in euro fino a 50 miliardi alle banche centrali anche non appartenenti all'area euro. Uno strumento che, per gli analisti, "migliora la credibilità della politica monetaria del Paese".

Ad influire positivamente sul giudizio sono anche la "ricca economia del paese, istituzioni "stabili e mature", una "solida performance di bilancio" e una bilancia dei pagamenti in attivo. Giudicata positiva anche la gestione del debito, con un rapporto debito pubblico netto/PIL al 38% del PIL entro il 2029. 

A proposito di finanze pubbliche, gli analisi prevedono "misure di rigore fiscale indicizzando salari e pensioni del settore pubblico al di sotto dell'inflazione. Ci aspettiamo anche - scrivono nel report - che iniziative di riduzione dei costi, la razionalizzazione dei sussidi, la riduzione dei trasferimenti e il trasferimento di alcune funzioni della pubblica amministrazione al settore privato contribuiranno a mantenere sotto controllo la spesa pubblica.

Il settore bancario resta attenzionato. Nel report viene dato atto che la resilienza "si è gradualmente rafforzata negli ultimi anni" grazie al progetto di cartolarizzazione degli Npl degli istituti di credito del Titano. "Sebbene il rapporto tra esposizioni deteriorate (NPE) del settore bancario - si legge nel documento in lingua inglese - rimanga più elevato rispetto a quello degli altri paesi sovrani, valutiamo positivamente gli sforzi compiuti dalle autorità per ridurre le NPE, liberando così capitali e risorse". Al di là delle sfide relative alla qualità degli attivi, gli esperti ritengono che "il modello di business delle banche di San Marino si stia evolvendo, dato che il Paese non è più un centro finanziario offshore".

Altra area citata positivamente dagli analisti è il turismo, che continua a registrare buoni risultati. "Il numero di visitatori nel 2025 è aumentato del 2% rispetto al 2024 - si legge - che era già stato un anno molto positivo. Le autorità si sono impegnate per espandere il settore turistico attirando investimenti, migliorando le strutture ricettive e puntando sul segmento della classe medio-alta, che non rappresenta una parte significativa dei flussi turistici, altrimenti consistenti, di San Marino". L'obiettivo è aumentare della durata media del soggiorno a San Marino, "che è in crescita da molti anni ma rimane ancora relativamente breve, attestandosi a circa 1,7 giorni a febbraio 2026".

Viene quindi citato il programma di politica economica del governo che si concentrerà anche sulla "stimolazione della crescita" in particolare con lo sviluppo di settori basati sulla tecnologia e "politiche che stimolino la crescita dell'occupazione e delle imprese". Anche grazie a questi strumenti, la disoccupazione è attesa al di sotto del 4% dal 2026 al 2029.

Oltre a quelle già citate, secondo gli analisti una delle principali priorità del governo sarà l'attuazione dell'accordo di associazione con l'UE. "L'accordo - si legge nel report - offrirà a San Marino l'opportunità di promuovere una maggiore diversificazione economica, anche attraverso un aumento degli investimenti diretti esteri, e l'impatto si farà sentire probabilmente a partire dal 2027. L'accordo consentirà a San Marino di accedere al mercato interno dell'UE, ampliando le opportunità di esportazione e permettendogli di diversificare ulteriormente la propria economia, rafforzando al contempo i quadri istituzionali e allineandoli a quelli dell'UE.

Sull'upgrade e sul giudizio complessivo di S&P la Segreteria alle Finanze esprime soddisfazione, che sottolinea come "le politiche di gestione del debito, attuazione delle riforme, attenzione alla spesa e supporto al sistema economico sammarinese, siano state efficaci, tempestive e oculate".





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