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San Marino, tripla promozione fronte Rating: dopo S&P arriva il giudizio di Morningstar e Fitch

Morningstar DBRS: da BBB basso a BBB, con trend positivo; Fitch alza il rating da BBB- a BBB, con outlook stabile

di Monica Fabbri
13 giu 2026
San Marino, tripla promozione fronte Rating: dopo S&P arriva il giudizio di Morningstar e Fitch

Prima Standard & Poor's, poi Morningstar DBRS e Fitch Ratings: tre grandi agenzie internazionali, in rapida successione, guardano alla Repubblica e vedono un paese più solido, affidabile, più credibile sui mercati globali. L'ultima conferma porta la data di ieri: Fitch ha innalzato il rating sovrano a lungo termine di San Marino da BBB- a BBB, con outlook stabile.

Si aggiunge all'upgrade di Morningstar DBRS — da BBB basso a BBB, con trend positivo — e a quello di Standard & Poor's, che aveva aperto questa stagione portando il giudizio da BBB+ ad A-. Tre decisioni distinte, tre metodologie diverse, un'unica lettura convergente. Dietro i numeri, c'è una storia di risanamento.

San Marino era uscita dalla pandemia con un debito pubblico arrivato a sfiorare il 77% del PIL, un sistema bancario appesantito da crediti deteriorati che nel 2020 toccavano il 61% e un Eurobond da 350 milioni di euro in scadenza nel 2027 che pesava come un macigno sul profilo finanziario del paese. Oggi quel quadro è profondamente mutato. Tutte e tre le agenzie convergono sugli stessi elementi chiave.

Il prefinanziamento e il riacquisto parziale dell'Eurobond 2027: un'operazione che ha diluito i rischi di rinnovo a breve termine e garantirà risparmi significativi, con il nuovo titolo emesso ad aprile che porta una cedola del 3,625% contro il 6,5% del bond precedente. La traiettoria del debito pubblico: sceso al 58,8% del PIL a fine 2025, sostanzialmente in linea con la media dei paesi con rating BBB, e atteso in ulteriore discesa nel medio termine. E il risanamento bancario: gli NPL lordi calati al 16% circa, le banche in utile per il quinto anno consecutivo dopo undici anni di perdite, e le garanzie statali sui crediti cartolarizzati ridotte del 74% rispetto all'importo iniziale — con Fitch che prevede il rimborso completo entro fine 2026.

Fitch sottolinea in particolare un elemento che le altre agenzie avevano già segnalato: il rafforzamento del quadro istituzionale, che ha portato l'agenzia a rimuovere un correttivo negativo che pesava sul profilo di San Marino. Un miglioramento che passa anche attraverso la cooperazione crescente con le istituzioni europee e con la BCE. 

Non mancano però le ombre. Il debito resta elevato, lo spazio fiscale è stretto, alcune banche presentano ancora fragilità strutturali e le dimensioni ridotte dell'economia sammarinese la espongono agli umori del mondo — dalla domanda italiana, che assorbe l'80% delle esportazioni, alle tensioni geopolitiche che attraversano i mercati globali. Ma la direzione è tracciata, e tre voci autorevoli la confermano insieme. Sullo sfondo resta aperto il grande cantiere dell'accordo di associazione con l'Unione Europea: ancora in attesa di ratifica, ma già indicato da tutte le agenzie come il moltiplicatore più potente di riforme, investimenti e crescita strutturale. La scommessa più importante che San Marino ha davanti a sé.






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