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Scudo fiscale: il nome di San Marino compare su "Il Sole 24 ore"

5 mag 2007
L'articolo de "Il Sole 24 ore"
L'articolo de "Il Sole 24 ore"
San Marino quale meta delle rotte di esportazione di capitali, un traffico in aumento soprattutto per via di marchigiani, emiliano-romagnoli e laziali. L’articolo de “Il Sole 24 ore”prende in esame le fiduciarie e le piazze estere, analizzando gli strumenti più adatti a mantenere il riserbo e ricorda che la Repubblica di San Marino, nel 2005, ha introdotto l’istituto giuridico del Trust, cosa che ha spinto alcune società fiduciarie a propagandarne l’utilizzo. Nonostante questo – scrive l’articolista Stefano Elli – il nuovo istituto, almeno per il momento, non sembra stia dando i risultati sperati. Il riferimento è ai dati della Banca Centrale che parlano di un incremento dei flussi più contenuto: in un anno – dal 2005 al 2006 – l’aumento delle masse gestite è stato pari all’8% passando da 11,7 miliardi di euro a 12,2. Forse, prosegue l’articolo, a rallentare il flusso hanno contribuito gli aumenti dei controlli della Guardia di Finanza nell’area circostante la Repubblica, né risulta si stia attenuando il pressing degli uomini del viceministro italiano Vincenzo Visco sulle autorità locali.
Argomento caldo dell’estate sarà infatti la trattativa tra San Marino e Italia che il governo di Roma punta a chiudere entro l’estate. E particolare energia viene profusa nel tentativo stroncare, con soluzioni improntate alla “tolleranza zero” il fenomeno delle triangolazioni societarie finalizzate all’evasione dell’Iva. Questo argomento, secondo il giornalista de “Il Sole 24 ore” potrebbe essere usato dal Titano come arma di scambio per mantenere inalterate le altre peculiarità del nostro sistema finanziario, in primo luogo il segreto bancario. La Repubblica trova posto anche nelle pagine economiche del Corriere della Sera, con la notizia che la San Marino Asset Management, ha rilevato il 6,5% del capitale della Invag, diventando il 14esimo socio della cassaforte di Piazzetta Cuccia. Si tratta, scrive il Corriere della Sera, di una operazione finanziaria di notevoli dimensioni – guidata da Mediobanca - che ha l’obiettivo di mettere insieme un pacchetto consistente di Generali. Il ticket di ingresso è costato tra i 20 e i 25 milioni.