SmaC: un'altra categoria sul piede di guerra, è il settore carburanti che annuncia proteste

Non è uno sciopero, ma si dicono pronti a farlo. Anche il settore carburanti contro la riforma fiscale e l'uso fiscale della Smac. Una 15ina i distributori sul Titano, chiedono voce e rispondono così alle disposizioni in vigore dal 1 gennaio. Si farà benzina solo dal self service, impedendo di fatto al consumatore di accreditare la scontistica sulla propria Smac. Un modo per farsi sentire, ma anche contestare il metodo del governo che – dicono – dispone, senza un confronto, senza concedere proroghe, senza calarsi nei problemi dei singoli settori. Critici sulla riforma in genere: "quello dei carburanti - sostengono - è un settore già altamente fiscalizzzato e tracciato", ricordando anche l'introito per lo Stato - 40 milioni l'anno; ma nello specifico contro alcuni provvedimenti che influiranno nella operatività dell'esercizio, come l'obbligo di comunicazione giornaliera e non più mensile, dei ricavi.
Qualche novità potrebbe arrivare a inizio settimana, quando siederanno allo stesso tavolo categorie e delegazione di governo. Ma la Smac divide davvero e continua il botta e risposta proprio fra le associazioni di categoria e la CSU. I sindacati – che sempre la prossima settimana incontreranno il Governo – sono tornati proprio ieri a ribadire: “La legge non si tocca”, chiedendo Smac fiscale dal 1 gennaio.
“Dichiarazioni che alimentano lo scontro sociale” - aveva detto il presidente OSLA Mirko Dolcini e stigmatizzare la posizione dei sindacati anche il Presidente di USOT

A.S.

Nel servizio il rappresentante dei Benzinai Luca Fabbri e l'intervista al Presidente USOT, Riccardo Vannucci

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