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Tassi di interesse: incontro tra tecnici a Bruxelles

10 nov 2003
Tassi di interesse: incontro tra tecnici a Bruxelles
E’ una negoziazione aperta da tempo. L’Unione Europea mira ad uniformare i tassi di interesse dei depositi bancari, per garantire trattamenti fiscali omogenei e qundi ridurre ogni forma di concorrenza finanziaria tra i paesi UE, ricercando al tempo stesso strumenti che consentano uno scambio di informazioni e dunque una più ampia trasparenza nei conti correnti e nel movimento di denaro. Di contro, alcuni Paesi, fra i quali la Repubblica di San Marino, mirano a conservare qel margine di vantaggio che permette di essere competitivi e qundi attrarre investimenti nei propri istituti di credito e finanziari. Una partita delicata che martedì prossimo, a Bruxelles, vedrà ulteriore aggiornamento: un nuovo incontro tra esperti sammarinesi e quelli europei. Si cerca un’intesa che soddisfi entrambe le parti. Per questo il Congresso ha appena conferito mandato ad un consulente esteron per tutelare i propri interessi e ricercare una soluzione ottimale. Si tratta dello studio Hoppenheimer, lo stesso che ha assistito la Svizzera nella trattativa con Bruxelles e ancora affianca gli esperti elvetici. L’Unione Europea ha approvatop recentemente una direttiva che prevede l’adozione, da parte degli stati membri, di precise disposizioni entro il primo gennaio 2004. una norma che prevede di eliminare la tassazione alla fonte dei redditi da deposito, tassandoli invece nel Paese di residenza del beneficiario. Il nuovo sistema di tassazione prevede anche lo scambio di informazioni e qundi la creazione di una vera e propria anagrafe dei conti correnti bancari. Accorgimenti che influenzeranno considerevolmente i flussi degli investimenti. San Marino, così come la Svizzera, tende invece a tutelare fortemente il proprio sistema finanziario, a conservare il principio della riservatezza e qundi il segreto bancario. Meglio – ritengono i responsabili delle politiche finanziarie sammarinesi – ridurre piuttosto il differenziale o innalzare il costo degli investimenti. Insomma, così come le autorità elvetiche, si persegue un risultato che non cancelli una prerogativa importante per gli investitori e i risparmiatori. Per raggiungere una eventuale intesa, San Marino ha già posto a Bruxelles qualche condizione: fra queste, la sottoscrizione di accordi contro le doppie imposizioni fiscali con tutti i paesi dell’Unione. Uno strumento che da solo potrebbe favorire un forte sviluppo dell’economia.