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Trattativa difficile per il salvataggio della Titanedi

5 dic 2003
Trattativa difficile per il salvataggio della Titanedi
Governo, sindacati, associazione industriali, Office Depot e Karnak si sono trovati per la prima volta attorno al tavolo della trattativa, e sono subito scattate scintille. La proposta della Karnak di acquisire la proprietà della Titanedi dalla multinazionale americana in un primo momento sembrava salvare gli oltre 70 posti di lavoro, ma all’ultimo incontro sembra che il numero sia stato ridimensionato, cosa che ha mandato il sindacato su tutte le furie. La situazione occupazionale in Repubblica è assai complessa e delicata, e molte sono le situazioni di crisi registrate dall’inizio dell’anno. Ad aprile la crisi Aprilia ha tenuto banco fino a che il gruppo AlfaLum, diventato nel frattempo di proprietà del gruppo Scrigno, ha acquistato l’Aprilia. In estate arrivano le prime avvisaglie di crisi dalla Libra Compact, il cui accordo per riassumere 60 dei 77 dipendenti da parte della Cams, azienda dello stesso settore, è stato raggiunto solo in ottobre. Gli altri 17 lavoratori sono stati messi in mobilità ed alcuni hanno trovato lavoro autonomamente. Sempre ad ottobre scoppia il caso Titanedi, acquistato in estate dalla multinazionale americana Office Depot e che ancora non conosce la parola fine. A rischio oltre 70 dipendenti. Subito dopo arriva la crisi della Spac di Gualdicciolo, che produce tubi in resina. Undici dipendenti sono stati messi in mobilità. Alla fine di ottobre la Italian Fashion di Montegiardino annuncia l’intenzione di abbandonare l’attività e di licenziare 11 lavoratrici su un organico di 14 dipendenti. A novembre la Pacific di Galazzano, azienda di elettrostimolatori in realtà entrata in crisi già all’inizio dell’anno, avvia le procedure per la cessazione dell’attività e i 6 dipendenti rimasti non hanno percepito la retribuzione di ottobre e verranno intraprese iniziative legali. Per la situazione della Beta Color di Galazzano, leader europea nel settore verniciatura per conto terzi, si profila una conclusione positiva, annunciata dall’imprenditore Sisto Spadoni, con l’acquisizione della proprietà da parte di una nuova azienda che si è impegnata a rilevarla e a farla ripartire entro il 7 gennaio, e rilevare 50 o 60 dipendenti, inclusi tutti i sammarinesi. Ne rimarrebbero fuori una decina. L’ultima ad entrare in crisi è stata la Titansound di Galazzano, che dopo aver già drasticamente ridotto i suoi dipendenti, ha annunciato la cessazione dell’attività ed il licenziamento delle 9 dipendenti, tutte donne, di cui 5 sammarinesi.