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USOT: "A rischio la sopravvivenza del comparto". Governo consapevole delle difficoltà, "fondamentale lavorare al rilancio economico"

Questa mattina l'atteso confronto tra Usot e i Segretari di Stato per il Turismo, Federico Pedini Amati e il Commercio, Fabio Righi

16 lug 2020
Il tavolo di confronto
Il tavolo di confronto

Sul tavolo le richieste, già annunciate, a supporto specialmente del settore alberghiero e di tutte le attività che ruotano attorno alla sfera turistica, in forte sofferenza. Spicca la mancanza pressoché totale di prenotazioni negli hotel per luglio e agosto: situazione peggiore del previsto; segnale di una crisi generalizzata che riguarda anche le grandi città d'arte italiane. “Il centro storico sta morendo”, ribadisce il Presidente USOT, Luigi Sartini, sottolineando la necessità di interventi non a pioggia ma mirati sulle quote interessi dei mutui, affitti, costo del lavoro, utenze. Consapevoli delle difficoltà, i Segretari di Stato al Turismo e al Commercio hanno ricordato, dal canto loro, i decreti e le misure messe in campo in questi mesi in aiuto alle attività, le sole compatibili con l'attuale situazione economica del Paese, in grave carenza di risorse.

L'auspicio è che a breve arrivino le necessarie coperture, “e che si possa mettere mano – aggiunge Federico Pedini Amati - a nuovi interventi straordinari per il settore del turismo, il più toccato dall'effetto Covid”. “Si è cercato di strutturare un accesso agevolato al credito che però – ammette Fabio Righi - presenta ancora dei problemi operativi con una procedura burocratica che non rende l'erogazione tempestiva. Il primo passo per rialzare la testa nell'immediato sarà dunque quello di adoperarsi per rendere il credito più accessibile al netto del supporto che ad oggi il nostro sistema bancario riesca garantire”.

“Se proprio dovremo chiudere – conclude, caustico, Sartini – lasciate a noi almeno la possibilità di staccare la spina alle nostre attività, senza dover aspettare e sperare invano troppo a lungo”. Ma su questo il Segretario Righi rassicura: “La soluzione non sarà di breve periodo, - dice – ma è fondamentale che San Marino ricostruisca una propria identità economica chiara che manca dal 2008. Solo così - aggiunge - potremo tornare a vivere. Ed è proprio sul rilancio economico – fa sapere infine - che si sta lavorando attraverso l'elaborazione di un nuovo progetto Paese, concreto e condiviso, che possa proiettarci verso l'esterno”.