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Villaggio addio, la vacanza è sempre più fai da te

20 ago 2011
Villaggio addio, la vacanza è sempre più fai da te
Villaggio addio, la vacanza è sempre più fai da te
Il dilemma è: vacanza servita e riverita o un economico fai da te? Il microcosmo del villaggio turistico mostra i suoi limiti, le strutture solo in Italia sono 700. Questo poteva essere l’anno del rilancio ma così non è stato secondo molti tour operator. É passato molto tempo da quando, nel 1950, a Maiorca nacque il primo Club Mediterranée, era un nuovo tipo di vacanza all'insegna dello sport e del divertimento. Fu una rivoluzione. Quel modello si diffuse in Europa e ai Tropici, in Africa come in Polinesia. Secondo un guru dell’accoglienza Nardo Filippetti, titolare del colosso Eden viaggi uno dei tour operator leader in Italia la crisi dei villaggi non c’è. “Ci sono elementi su cui ragionare – precisa l’imprenditore – ma il villaggio rimane l’unico modello che da la certezza della spesa e accontenta un intero nucleo familaire”. Ma le possibilità vacanziere, come si sa, sono mutevoli. Per i più coraggiosi c’è infatti l'house swapping ovvero essere disposti a barattare, letteralmente, la propria casa con quella di qualcuno che abita dall'altra parte del mondo. Il fenomeno dello swapping è nato negli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Oggi, sono ben più di 250mila le persone che viaggiano così: chiavi in tasca, quelle di casa degli altri. Tutto si fa ovviamente su internet nei tanti siti specializzati.