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10 anni dal naufragio nel Mediterraneo, Mattarella: "Ue si impegni per governare movimenti migratori"

Dai 700 ai 900 dispersi, secondo stime. Solo 28 persone si salvarono

19 apr 2025

Sono passati 10 anni da uno dei naufragi più gravi avvenuti nel Mediterraneo: da 700 a 900, secondo una stima, le persone disperse nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2015, nel Canale di Sicilia, tra Libia e Italia. Ma si è parlato anche di 1000 persone a bordo. Solo 28 migranti si salvarono.

Secondo le testimonianze raccolte, l'imbarcazione si capovolse probabilmente perché, alla vista del mercantile inviato per i soccorsi, una parte dei migranti si spostò su un lato del peschereccio facendolo sbilanciare. Nelle scorse ore tanti i messaggi per non dimenticare quella tragedia. Per il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, l'Unione europea deve impegnarsi per governare i movimenti migratori. Da Mattarella un riferimento all'importanza di predisporre canali e modalità di immigrazione legali “che esprimano rispetto per la vita umana”.

Plauso alle parole del capo dello Stato da parte della ong Mediterranea Saving Humans. “La grandezza di un Paese – scrive l'organizzazione – dipende dall'impegno nel salvare” le persone. “In 10 anni troppi sogni spezzati nel Mediterraneo, diventato un cimitero più che un 'mare nostrum'”, aggiunge la vicepresidente della Camera, Anna Ascani. “L'Europa non può voltare le spalle a chi fugge da miseria e guerre”, rimarca. Dalla Croce Rossa Italiana l'appello affinché sia restituita identità alle vittime dei naufragi. “Un dovere - afferma il presidente Rosario Valastro – nei confronti di quanti hanno perso la vita in mare e dei loro cari”.





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