Un viaggio nella vita, nella fede e nella straordinaria eredità spirituale di San Francesco prende forma a Verucchio, con la mostra “L’arte racconta scene di vita di San Francesco”, in programma dal 20 settembre fino al 18 ottobre, nella suggestiva chiesa di Sant’Agostino.
"San Francesco è parte di noi, è parte della nostra comunità, soprattutto poi quest'anno che ricorrono gli 800 anni e come verucchiesi siamo molto orgogliosi. Per chi non lo sapesse, noi abbiamo un Convento con anche un cipresso che è stato piantato da San Francesco oltre 800 anni fa, per cui questa è veramente la rappresentazione dell'emblema, dell'importanza di quello che Francesco ha portato per noi", le parole della Sindaca di Verucchio Lara Gobbi.
La mostra si inserisce nell'ambito dell'iniziativa, giunta alla quarta edizione, di “Francescanamente”, organizzata con il contributo e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Verucchio e delle Diocesi di Rimini e San Marino Montefeltro con l’Associazione Cammini di San Francesco in Emilia Romagna. Si inserisce nelle celebrazioni per gli 800 anni dal Transito di San Francesco e propone un intenso percorso attraverso otto secoli di devozione e di arte. Presenti al'inaugurazione, il Vescovo di San Marino-Montefeltro , Domenico Beneventi, insieme ad esperti d'arte, tra i quali Suor Maria Gloria Riva.
"La mostra comprende una serie di opere d'arte dedicate a San Francesco, quindi all'arte, cioè i momenti della vita di San Francesco ripresi attraverso testi, manoscritti e soprattutto opere legate all'iconografia religiosa popolare, quindi santini, medagliette e c'è anche un testo molto importante del Ligozzi del 1600 che parla della descrizione della Verna", la descrizione della curatrice della mostra, Donatella Finelli.
A Verucchio, San Francesco torna a farsi racconto: nelle immagini, negli affreschi, nei libri, negli oggetti della devozione popolare, ma soprattutto nei luoghi che ancora conservano le tracce del suo passaggio.
Una mostra nella quale il tempo sembra rallentare, e la storia, tornare a respirare. Perché, a ottocento anni dal suo Transito, la voce di Francesco continua a parlare, attraverso la bellezza e la fraternità che ci ha lasciato.