"Per ordine di Hitler, il Sonderkommando Meyer, nell'estate del 1944, come attesta un rapporto segreto, ha gettato su un basso fondale nelle acque dinanzi a Pesaro, Fano, Gabicce e Cattolica, un arsenale di ordigni speciali, caricati con iprite ed arsenico, nascosto per ordine di Mussolini in alcune gallerie ferroviarie sotto Urbino - spiega Gianni Lannes, giornalista d'inchiesta e autore del docufilm "Il mare invisibile" -. Venti anni di lavoro sul campo e soprattutto in mare, negli archivi nazionali e internazionali e soprattutto militari. Questi ordigni sono vietati dalla Convenzione di Ginevra del 1925 e dal Trattato di Parigi, che ha messo al bando le armi chimiche nel 1993. Giacciono su bassi fondali in 6 aree marine, prospicenti la città di Pesaro, circa 4 miglia a largo, fino a Fano a sud e fino a Cattolica a nord. Ci sono stati numerosissimi incidenti a partire del 1946, sono esplose barche, hanno perso la vita tanti pescatori e poi in seguito le contaminazioni fino ai giorni nostri. Peraltro l'ICRAM e poi l'ISPRA hanno accertato già nel 1999 che l'iprite è cancerogeno, l'arsenico è cancerogeno ed entrambi sono entrati nella catena alimentare e hanno provocato e innescato processi di mutagenesi, cancerogenesi e teratogenesi purtroppo".
Nel video l'intervista a Gianni Lannes, giornalista d'inchiesta ed autore del docufilm "Il mare invisibile".