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Agroalimentare: il valore che cresce e quello che finisce nella spazzatura

L’Emilia-Romagna vola nell’export e conquista il primato italiano. Ma nell’UE lo spreco alimentare costa oltre 130 miliardi l’anno. Verso la Giornata del 29 settembre, nata anche su impulso di San Marino

di Monica Fabbri
24 set 2026

Due facce dell’agroalimentare raccontate dai numeri. In Emilia-Romagna il settore continua a correre: nel 2025 la produzione agricola ha raggiunto 6 miliardi e 360 milioni di euro, +4,5%. L’export supera gli 11 miliardi e mezzo, con un balzo del 9,7%. E nei primi sei mesi del 2026 la regione conquista il primato italiano delle esportazioni agroalimentari: 5,8 miliardi di euro, il 16,3% del totale nazionale. E' quanto emerge dal Rapporto agroalimentare 2025 presentato a Bologna.

“La crescita della produzione e dell’export – afferma l'assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi - dimostra la capacità delle nostre imprese di competere e creare valore anche in uno scenario internazionale complesso. Il nostro impegno è mettere questo sistema nelle condizioni di continuare a farlo, tutelando il reddito agricolo e sostenendo innovazione, investimenti e qualità”.

Ma c’è anche il valore che perdiamo. E i numeri, in vista della Giornata internazionale contro le perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre, raccontano un altro scenario: nell’Unione Europea lo spreco di cibo costa oltre 130 miliardi di euro l’anno e pesa per il 16% sulle emissioni di gas serra dell’intero sistema alimentare. Più della metà dello spreco avviene nelle case.

Una ricorrenza che porta anche la firma di San Marino: fu proprio il Titano, insieme ad Andorra, a svolgere un ruolo chiave nella proposta che nel 2019 portò l’Assemblea Generale dell’ONU a istituire la Giornata. Ora l’Europa alza l’asticella: entro il 2030 la nuova direttiva impone di ridurre gli sprechi del 10% nella produzione e trasformazione e del 30% pro capite nel commercio, nella ristorazione e nelle famiglie.

In Italia qualche passo avanti c’è: nel 2026 sono stati gettati 554 grammi di cibo a testa ogni settimana, circa 80 al giorno, il 10,3% in meno rispetto all’anno precedente. E un aiuto può arrivare anche dal freezer: i surgelati rappresentano appena il 2,2% del cibo sprecato e, secondo gli ultimi dati, generano il 37,6% di spreco in meno rispetto alle verdure fresche. Produrre valore, quindi, non basta. La sfida è evitare che una parte di quel valore finisca, ogni giorno, nella spazzatura.





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