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Arrestato a Rimini, aveva creato "banche" abusive per inviare denaro all'estero

30 mar 2019
Arrestato a Rimini, aveva creato "banche" abusive per inviare denaro all'estero

Sfuggito all'arresto lo scorso 7 ottobre, pendeva nei suoi confronti un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Firenze. Protagonista di numerosi casi riciclaggio, un 39enne di origine marocchina, bloccato in un lussuoso hotel di Rimini dalla Polizia, allertata dal sistema informativo alloggiati che ha segnalato la presenza, nell'albergo, di un “turista speciale”. L'uomo, insieme al fratello, era stato riconosciuto come il capo di due gruppi criminali dediti, oltre al riciclaggio, all'esercizio abusivo dell'attività̀ finanziaria con carattere di transnazionalità.

L'uomo - riuscito a sfuggire all'arresto insieme a altre 20 persone originarie di paesi nordafricani - aveva allestito due “banche” abusive con sportelli presso un'agenzia di viaggi, un centro servizi immigrati e una macelleria nel centro storico di Firenze che si occupavano di raccogliere e trasferire somme di denaro tra l'Italia ed il Marocco.

Il tutto è stato ricostruito dalla Guardia di Finanza di Firenze nell'operazione denominata Nemesi. Tra il 2017 e il 2018 sarebbero state trasferite in Marocco somme di denaro, di origine delittuosa, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro. Nel dettaglio, a quanto emerso dalle indagini, bastava un messaggio WhatsApp ad un numero in Marocco con la foto dell'attestazione del “bonifico” da effettuare: le istruzioni venivano raccolte ed eseguite con una commissione che spesso arrivava anche al 20% dell'importo.

La clientela era composta soprattutto da spacciatori, perlopiù clandestini, decisi a inviare i propri guadagni in Marocco anche al fine di sottrarli ad eventuali sequestri in caso di arresto. I trasferimenti avvenivano grazie a fittizie transazioni finanziarie o con la complicità di soggetti disposti, su compenso, a trasportare grosse somme di denaro occultato addosso o nei loro bagagli. Durante la perquisizione effettuata nella camera dell'albergo riminese, è stato trovato un bollettario per il rilascio di ricevute fiscali di pagamento - in parte compilato - sottoposto a sequestro.