Durante il Covid, li chiamavamo “angeli in corsia” mentre oggi i dati sulla violenza contro medici ed infermieri fotografano un fenomeno in crescita. L'anno scorso, in Emilia Romagna, sono state quasi 3000 le aggressioni al personale all’interno dei luoghi di cura: 11% in più rispetto all’anno precedente.
L’aumento riguarda in particolare le aggressioni di tipo verbale mentre sono diminuite quelle più gravi di tipo fisico. A farne le spese soprattutto le donne – il 70% – mentre la categoria più esposta è quella degli infermieri. ‘Più cura per chi cura’ non è quindi solo il messaggio scelto per la campagna di sensibilizzazione lanciata dall'Emilia Romagna in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari mercoledì 12 marzo, è un appello a riconoscere il valore e quindi a rispettare chi si occupa della salute di tutti.
“Le aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario rappresentano un fenomeno paradossale e incomprensibile, eppure talmente frequente da meritare purtroppo una Giornata nazionale per tenere alta l’attenzione sul tema, con l'obiettivo di stipulare una sorta di patto con la cittadinanza” - commenta l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi.
Il sistema di monitoraggio per le aggressioni ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere il fenomeno più visibile. Mentre si rafforzano, in Emilia-Romagna, le misure di prevenzione e tutela. “Ora - aggiunge Fabi - serve lavorare su due fronti: cercare di rafforzare, con tutti gli strumenti disponibili e con la collaborazione e l’impegno dei soggetti coinvolti, la sicurezza degli operatori e promuovere una cultura del rispetto”.