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Banda della Uno Bianca, interrogati i fratelli Savi: Roberto sceglie il silenzio, Fabio risponde ai pm

Nuovo passo dell'inchiesta riaperta dopo l'esposto dei familiari delle vittime. Roberto Savi tace davanti ai pm, Fabio risponde ma non emergono sviluppi significativi.

12 giu 2026
Roberto e Fabio Savi recentemente comparti in interviste televisive
Roberto e Fabio Savi recentemente comparti in interviste televisive

Si sono svolti ieri mattina nel carcere di Bollate, nel Milanese, gli interrogatori di Roberto e Fabio Savi nell'ambito della nuova inchiesta della Procura di Bologna sulla Banda della Uno Bianca, riaperta dopo l'esposto presentato dai familiari delle vittime.

I due fratelli, considerati i capi del gruppo criminale che tra il 1987 e il 1994 provocò 23 morti e oltre cento feriti, sono stati sentiti dal procuratore capo Paolo Guido e dalla procuratrice aggiunta Lucia Russo. Gli interrogatori si sono conclusi poco dopo le 13, dopo circa due ore complessive.

Roberto Savi si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere - in un interrogatorio durato solo pochi minuti -, non dando seguito alle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane durante la trasmissione televisiva "Belve Crime", nelle quali aveva invece parlato di presunte coperture e di presunte imbeccate ricevute dai Servizi per alcune azioni della banda. 

Diversa la posizione del fratello Fabio Savi, che avrebbe invece risposto ad alcune domande dei magistrati. Il "lungo" della banda, anche lui recentemente comparso in una trasmissione televisiva, aveva ribadito in tale occasione l'assenza di protezioni e coperture della banda - versione peraltro da lui sempre sostenuta -, in contrasto quindi con le parole di Roberto. I contenuti degli interrogatori restano coperti dal segreto istruttorio ma secondo quanto emerso, le sue dichiarazioni non avrebbero fornito elementi particolarmente rilevanti.

La Procura potrebbe ora ascoltare anche gli altri componenti della banda - Alberto Savi, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli. Pietro Gugliotta è invece morto suicida nel gennaio scorso - e sarebbe in attesa delle analisi del Ris su alcuni importanti reperti e identikit dell'epoca che potrebbero dare una svolta alle nuove indagini. 

Dura la reazione dell'Associazione dei familiari delle vittime della Uno Bianca. "E' vergognoso che uno vada in tv per lanciare messaggi biascicati senza alcuna sostanza o prova possibile e quando vanno i magistrati a sentirlo non dica nulla. Questo conferma la totale inattendibilità del criminale", ha dichiarato il presidente Alberto Capolungo.

"E' ancora più grave che due assassini che hanno partecipato a tutti gli eventi diano versioni così contrastanti. Questo dimostra che non possiamo assolutamente fidarci delle loro parole, illazioni o dei loro silenzi". Nel corso dell'assemblea annuale - in corso nella giornata di ieri  -, l'associazione ha inoltre ribadito la richiesta di proseguire con "nuove e più incisive attività investigative", chiedendo maggiori risorse per il nuovo filone d'indagine.





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