Una nuova, grave rivolta ha scosso il carcere della Dozza. Poco prima delle 21 del 30 dicembre, i reparti 2A e 2B del padiglione giudiziario si sono trasformati nel teatro di violenti disordini: una cinquantina di detenuti ha rifiutato di rientrare nelle celle e ha dato alle fiamme diversi materassi, sprigionando un denso fumo che ha invaso la sezione.
Secondo le prime ricostruzioni, all’origine della protesta ci sarebbe il diniego, da parte del medico dell’istituto, al trasferimento in ospedale di un detenuto di origine albanese che aveva dichiarato di aver ingerito uno stuzzicadenti. Il rifiuto avrebbe innescato la reazione dei compagni di sezione, descritti come particolarmente problematici, che avrebbero anche danneggiato le strutture interne.
Per contenere la situazione sono stati mobilitati tutti gli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio e quelli accasermati, con il supporto della Polizia di Stato, della Digos, dei Vigili del fuoco e di diverse ambulanze. Una decina di agenti ha avuto bisogno di cure ed è stata trasportata negli ospedali di Bentivoglio e del Sant’Orsola.
Duro il commento del Sappe: per i dirigenti sindacali Giovanni Battista Durante e Francesco Campobasso il carcere di Bologna "sta diventando ingestibile per l’arroganza e la violenza di detenuti che non rispettano più le regole". Gli agenti hanno lavorato fino a tarda sera per riportare la calma e mettere in sicurezza la sezione.