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Caccia 2018: in un mese 5 reati in Provincia di Rimini

27 ott 2018
Corpo Forestale
Corpo Forestale
Dall’apertura ufficiale della caccia, domenica 16 settembre, fino alla scorsa domenica 21 ottobre 2018, 5 le notizie di reato con 4 cacciatori deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Sequestrati 5 fucili semiautomatici da caccia e 275 cartucce oltre a due capi abbattuti.
55 le pattuglie e 114 i militari per permettere l'esecuzione di 144 verifiche e il controllo di 117 cacciatori.
Il bilancio dei controlli è stato positivo, riportano in un comunicato: solo il 6% di controlli sono risultati negativi. È stato riscontrato un approccio responsabile di buona parte dei cacciatori che hanno dimostrato attenzione al rispetto delle norme. Tuttavia non sono mancate le violazioni e la constatazione di criticità in alcune aree.
Nel dettaglio: i militari delle Stazione CC Forestale di Rimini al confine con la provincia di Forlì-Cesena, tra Bellaria e San Mauro Pascoli hanno scoperto alcuni cacciatori utilizzare richiami elettroacustici non consentiti.
Dalla Stazioni di Morciano di Romagna invece individuato un cacciatore con un’arma che presentava modifiche non consentite dalla legge.
Altri 5 gli illeciti amministrativi rilevati che hanno riguardato il mancato rispetto della distanza da strade e abitazioni, contestati per un totale di 770 euro di sanzioni.
Una tipologia di violazione, quest'ultima, che ha portato il 16 settembre scorso, prima domenica di apertura della caccia, al lieve ferimento di un ciclista sulla pista ciclabile di Villa Verucchio da parte di un cacciatore ancora ignoto. Il fatto fortunatamente senza gravi conseguenze è al vaglio degli inquirenti, anche in relazione a segnalazioni degli anni scorsi, per verificare eventuali responsabilità sulla assenza di specifici divieti di caccia nell’area.
“I dati – ha dichiarato il Comandante del Gruppo CC Forestale di Rimini - dimostrano la grande attenzione che stiamo dedicando, con le forze disponibili, al controllo dell’attività venatoria per la sicurezza dei cittadini e dei cacciatori stessi in un contesto di necessaria regolarità dell’esercizio venatorio all’interno dei limiti previsti dalla legge”.