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Capitale della cultura 2028: Cesena sceglie la candidatura unica con Forlì

C'è chi spinge per correre con i "cugini" - come simbolo di due realtà ferite dall'alluvione - come accadde con Bergamo e Brescia nel 2023, per rilanciare un territorio piegato dal Covid

di Monica Fabbri
21 feb 2025
Capitale della cultura 2028: Cesena sceglie la candidatura unica con Forlì

Ripartire dalla cultura insieme, per lanciare il messaggio forte di un territorio che ha condiviso calamità e tragedie. Come Bergamo e Brescia, nominate entrambe in via eccezionale a Capitale italiana della Cultura 2023 quali simbolo di rinascita dopo il dramma del Covid, così Forli e Cesena – colpite duramente dall'alluvione – potrebbero unire le forze candidandosi a Capitale della cultura 2028. L’assessora regionale Gessica Allegni caldeggia la proposta unitaria: "Siamo pronti – dice - a sostenerla", “ripartire dalla cultura – afferma – sarebbe un bel segnale”. Apre anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca: "Se c’è la volontà politica – afferma - si può". Ma la strada appare tutta in salita, anzi, “non percorribile”, usando le parole del primo cittadino di Forlì Gian Luca Zattini, che dieci giorni fa ha annunciato la candidatura della sua città e intende andare avanti col progetto. “Se fosse possibile direi di sì”- ha dichiarato, ma il Comune capofila è uno. Per Bergamo-Brescia ci fu una deroga.

Ieri si è riunito il consiglio comunale di Cesena che dopo un dibattito molto vivace e partecipato ha approvato la mozione relativa alla candidatura della città a 'Capitale Italiana della Cultura 2028'. Posizioni non tutte allineate sull'emendamento per una candidatura unitaria con Forlì, che alla fine ha comunque la meglio. Opzione che richiede non solo la volontà di entrambe ma che dipende anche dal bando, in uscita nei prossimi mesi, con le tipologie di candidature ammesse. Il titolo è ambito, in quanto l'esperienza di “Capitale italiana della cultura” non solo garantisce un contributo pubblico che permette di potenziare settori già sviluppati o colmare gap, ma ha importanti ricadute sul territorio grazie ad un “risveglio” culturale, che porta all'organizzazione di eventi legati al riconoscimento, come festival, mostre, concerti, progetti artistici. Oltre a ricadute in termini di presenze e visibilità. Insomma, un'occasione straordinaria da sviluppare al meglio, per poterne cogliere i frutti anche nel lungo termine.





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