È la prima apparizione pubblica per Luciano Masini, il luogotenente dei Carabinieri intervenuto nella notte di Capodanno 2025 a Villa Verucchio. Il militare ha rotto il silenzio davanti alle telecamere di Rete 4 dopo l’archiviazione dell’indagine legata alla morte del 23enne egiziano Muhammad Sitta.
Durante l'intervista sono stati ripercorsi i momenti di quella notte. Masini intervenne per fermare il giovane che, armato di coltello e urlando frasi religiose, aveva già ferito quattro persone. Tra le vittime un 18enne e una coppia di anziani. Drammatica la testimonianza di uno dei feriti trasmessa in studio: “Ho veramente pensato che sarei potuto morire, vedevo che non si fermava a colpire e io ero in ginocchio per terra”.
Un’azione avvenuta in un contesto di panico che i giudici hanno definito di “condotta necessaria e non evitabile”.
Il passaggio più intenso non ha riguardato la cronaca giudiziaria, ma il lato umano. In un servizio è intervenuta la figlia Letizia, raccontando il tormento del padre: “Nei giorni successivi ha avuto il suo momento in cui ha pensato a ciò che era successo. Si è trovato davanti un ragazzo molto giovane, che ha praticamente la mia età. È stato molto difficile”.
Nonostante il dolore, la ragazza ha rivendicato l’operato del genitore: “Un papà è un eroe per ogni figlio. Ho la fortuna di dire che il mio lo è anche per altre persone, ha salvato delle vite”. Masini non ha nascosto la commozione: “Non li merito”, ha detto riferendosi agli applausi del pubblico, aggiungendo poi: “Sono stato fortunato, ho due figlie. È una cosa meravigliosa sentire la figlia orgogliosa, mi ha toccato”.