Continuava a raggirare ignari vacanzieri nonostante stesse già scontando una pena definitiva per truffa agli arresti domiciliari. Per questo la Procura di Rimini ha chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione, oltre a una multa di 2.500 euro, nei confronti di un 62enne originario di Bari, imputato per una lunga serie di raggiri legati alle cosiddette “case vacanza fantasma”.
Secondo l’accusa, tra il 2017 e il 2018 l’uomo avrebbe pubblicizzato su piattaforme online appartamenti estivi inesistenti o comunque non nella sua disponibilità, situati tra Marina Centro e Marebello, a Rimini. Dopo il contatto telefonico con i clienti, chiedeva il versamento di caparre e acconti – da 400 fino a oltre 1.200 euro – che si faceva spedire tramite vaglia postale, riuscendo così a incassare somme stimate tra i 30 e i 40mila euro.
Dodici le vittime che hanno sporto denuncia, ma il numero dei truffati potrebbe essere molto più alto. Quando i turisti arrivavano in Riviera per iniziare le vacanze, scoprivano che l’appartamento indicato non esisteva, era già occupato o regolarmente abitato da altre persone. In un caso, l’uomo si sarebbe persino spacciato per agente immobiliare incaricato di trattare la gestione di un albergo, riuscendo a farsi consegnare circa 16mila euro prima di far perdere le proprie tracce.
A carico dell’imputato sono contestati 14 capi d’accusa, tra cui truffa aggravata, evasione e sostituzione di persona. La difesa ha chiesto l’assoluzione. La sentenza è attesa per il 28 gennaio.