Caso Almasri: Meloni torna sulla vicenda. E le opposizioni vanno all'attacco
A scatenare il dibattito l'avviso di garanzia che rende la premier Meloni, il suo sottosegretario Mantovano e i ministri della Giustizia Nordio e dell'Interno Piantedosi, indagati per peculato e favoreggiamento sul caso Almasri. Il comandante libico è accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale per le violenze e i soprusi nel centro di detenzione di Mitiga: è stato arrestato a Torino, poi rilasciato e riaccompagnato a Tripoli con un aereo di Stato. L'iniziativa della Procura nasce da un esposto dell'avvocato Li Gotti. Dopo il video in cui la presidente del Consiglio difendeva l'operato del governo, le opposizioni si lanciano all'attacco. Italia Viva con Renzi la accusa di fare la vittima. Conte, M5S, parla del “solito complottismo”. Il centrodestra fa quadrato e rilancia: “Si tratta di una ripicca dei magistrati”. L'Anm spiega che si tratta di un atto dovuto: “La politica ha frainteso – afferma -. Ma mettere in relazione le critiche alla riforma per la separazione delle carriere con quanto accaduto è assurdo”. E accusa il governo di fare disinformazione. La Meloni torna sulla vicenda con un nuovo post in cui ribadisce gli stessi concetti: “Il nostro impegno per difendere l'Italia proseguirà come sempre – dice -. Quando sono in gioco la sicurezza della Nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Ma le opposizioni non mollano e in una lettera al presidente della Camera Fontana, chiedono di mettere in calendario al più presto un'informativa della presidente del Consiglio. “Non ci sono giustificazioni per sottrarsi al confronto nella sede preposta su un tema così grave”, scrivono i capigruppo del centrosinistra, dopo l'annullamento delle comunicazioni dei ministri della Giustizia e dell'Interno previste per oggi.
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