Nuovo scontro tra governo e magistratura, questa volta per il caso “Diciotti”: la Cassazione ha infatti accolto il ricorso di un gruppo di migranti cui nell'agosto 2018, con Matteo Salvini ministro dell'Interno, fu impedito di sbarcare dalla nave Diciotti della Guardia Costiera che li aveva soccorsi in mare. Il governo dovrà quindi risarcire i danni dovuti dalla privazione della libertà. “Non credo siano queste le decisioni che avvicinano i cittadini alle istituzioni – scrive sui social la presidente del Consiglio Meloni, oggi in visita al Cern di Ginevra, che parla di sentenza “opinabile” – e confesso che dover spendere soldi per questo – aggiunge – quando non abbiamo abbastanza risorse, è molto frustrante”.
Insorge anche il suo vice, Matteo Salvini, parlando di “sentenza vergognosa, un'altra invasione di campo”, con la Lega che suggerisce ai giudici di pagare di tasca loro, “visto che amano tanto i clandestini”, dice il partito di Salvini, finché è dovuta intervenire la prima presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, per dire che le decisioni possono essere oggetto di critica, “sono invece inaccettabili gli insulti che mettono in discussione la divisione dei poteri su cui si fonda lo Stato di diritto”. Ed anche l'Anm ricorda “ancora una volta – sottolinea – che la separazione dei poteri è un fondamento della civiltà giuridica”.
Per Angelo Bonelli, Alleanza Verdi-Sinistra, dovrebbe essere il ministro Salvini a pagare di tasca propria, non lo Stato, dunque il contribuente, ed è ancor più grave che la presidente del Consiglio “sia sempre più refrattaria nel rispettare le sentenze”, facendo anche riferimento al caso Delmastro, sottosegretario condannato e interdetto dai pubblici uffici, che resta saldo al suo posto. In Consiglio dei ministri infine, alla vigilia della Giornata internazionale della donna, un disegno di legge che introduce il delitto di femminicidio per contrastare la violenza nei confronti delle donne.