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Caso Pierina, in aula le chat e le dichiarazioni di Louis Dassilva: “Temevo emergesse la relazione”

30 mar 2026
Pierina Paganelli
Pierina Paganelli

Prosegue davanti alla Corte d’Assise di Rimini, presieduta dal giudice Fiorella Casadei, l’esame di Louis Dassilva, accusato dell’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino.

Al centro dell’udienza restano le chat con Manuela Bianchi, con cui l’imputato aveva una relazione extraconiugale. Tra i messaggi acquisiti, quello del 3 settembre 2023: “I tuoi familiari mi rendono matto”, ritenuto dalla Procura un possibile elemento a sostegno del movente.

Nel corso dell’interrogatorio, condotto dal pm Daniele Paci, Dassilva – detenuto dal luglio 2024 e che si è sempre dichiarato innocente – ha più volte risposto “non ricordo”. Nel pomeriggio ha però aggiunto un elemento rilevante, spiegando di essere stato preoccupato “solo che la relazione extraconiugale con Manuela non venisse fuori”, richiamando quanto già detto in Questura.

Secondo la Procura, proprio questo aspetto rafforzerebbe l’ipotesi di movente, anche alla luce di una telefonata in cui la vittima avrebbe fatto riferimento a un presunto amante della nuora. I difensori Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno contestato l’utilizzo di alcune dichiarazioni rese prima dell’iscrizione nel registro degli indagati, ma la Corte ne ha confermato l’ammissibilità.

Nel corso dell’udienza si è discusso anche dei rapporti familiari: “Non era considerata”, ha detto Dassilva riferendosi a Manuela Bianchi. Sui movimenti della sera del delitto, l’imputato ha ribadito di essere rimasto in casa con la moglie, senza chiarire alcuni passaggi.

Infine, chiamato a spiegare un’intercettazione ambientale in cui la moglie gli chiedeva cosa dire sulla notte dell’omicidio, Dassilva ha risposto: “Se me l’ha chiesto è chiaro che non lo sapeva”. L’esame dell’imputato proseguirà nelle prossime udienze.




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