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Caso Pierina. “Motivazioni insufficienti”: la Cassazione riapre il nodo della custodia cautelare di Dassilva

Entro dieci giorni il Riesame dovrà pronunciarsi di nuovo sulla carcerazione preventiva dell’imputato. Manca la rivalutazione complessiva del racconto di Manuela Bianchi che, dopo essere stata indagata, ha fornito una versione diversa.

15 gen 2026
Caso Pierina. “Motivazioni insufficienti”: la Cassazione riapre il nodo della custodia cautelare di Dassilva

La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni della decisione con cui, lo scorso ottobre, ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Louis Dassilva, detenuto per l’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023 a Rimini.

In 30 pagine, gli ermellini chiariscono che la pronuncia riguarda esclusivamente la necessità della carcerazione preventiva e non anticipa il giudizio di merito davanti alla Corte d’Assise. Il punto centrale dell’annullamento riguarda l’obbligo, per il Riesame, di motivare in modo più approfondito la conferma della misura cautelare alla luce delle nuove risultanze investigative: le perizie sulla telecamera della farmacia, sui telefoni cellulari e l’analisi fonica sulle voci registrate nel garage di via del Ciclamino.

Particolare attenzione viene richiesta sulla valutazione delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, nuora della vittima, che dopo essere stata indagata ha fornito una versione diversa rispetto a quella iniziale. Secondo la Cassazione, il Riesame dovrà spiegare perché la seconda versione debba ritenersi più attendibile, considerato che potrebbe essere sia più genuina, perché resa senza condizionamenti affettivi, sia frutto di risentimento personale.

Come riportato anche da Il Resto del Carlino, tra i motivi ritenuti fondati dalla Suprema Corte vi è l’“illogicità manifesta” nella mancata rivalutazione complessiva del racconto della Bianchi e dei suoi riflessi sul movente. Sul fronte dell’alibi fornito dalla moglie Valeria Bartolucci, la Cassazione demanda al giudice del rinvio la verifica se si tratti di un alibi “falso” o semplicemente “fallito”.

Il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi nuovamente entro 10 giorni dal ricevimento degli atti: una nuova udienza è attesa già nelle prossime settimane a Bologna.





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