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Caso Pierina, nuova udienza. Dassilva torna in aula

I figli di Pierina, Chiara e Giacomo Saponi si dicono sempre convinti della colpevolezza del 35enne senegalese. E sugli insulti social: "Andiamo avanti a gomitate e riceviamo sassate".

di Monica Fabbri
20 ott 2025

A Rimini è il giorno della seconda udienza del processo per l'omicidio di Pierina Paganelli. Alla sbarra, Louis Dassilva, unico imputato. La corte d’Assise, in apertura di dibattimento, respinge tutte le istanze preliminari sollevate dalla difesa, comprese le eccezioni sull'incidente probatorio di Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante dell’imputato. Gli avvocati di Dassilva Riario Fabbri e Andrea Guidi, avevano infatti chiesto di chiamarla al banco dei testimoni, annullando così l’incidente probatorio. Respinta, poi, la richiesta di rito abbreviato. Accolta invece quella del pubblico ministero Daniele Paci di acquisire integralmente la relazione del medico legale che, secondo l’accusa, conferma violenza e premeditazione.

Questa mattina la moglie di Dassilva Valeria Bartolucci è tra i primi ad arrivare in tribunale. Non risponde alle domande.

Il giallo di via del Ciclamino ha infiammato in questi oltre due anni un dibattito pubblico non sempre civile. La famiglia di Pierina, bersaglio di insinuazioni e insulti sui social, ha querelato. Decine gli indagati, tra cui anche Valeria, che non ha mai dubitato dell'innocenza del marito. Convinti, invece, che sia colpevole, i figli di Pierina Chiara e Giacomo Saponi. Tutto l'odio che hanno letto e sentito nei loro confronti ha aggiunto altro dolore al dolore. “Andiamo avanti a gomitate e riceviamo sassate – racconta Chiara - perché sentir dire dalle persone esterne che ci dobbiamo vergognare, noi figli della vittima, non è giusto, questo fa soffrire ancora di più.”

Per il loro legale, Marco Lunedei, è "la conseguenza di una disinformazione fatta su questo caso. Per un anno e mezzo è stata fatta passare una narrativa di un innocente in carcere senza un indizio a suo carico e questo ovviamente ha sollevato, da un punto di vista sociale, delle perplessità. Il punto focale è che questa narrativa non è corretta, perché se Louis Dassilva è oggi in misura cautelare, è dove si trova in perfetta applicazione del codice di procedura penale, perché su di lui grava un quadro indiziario solido e basato su plurimi elementi oggettivi”.

In Corte d'Assise entrano inevitabilmente forti emozioni ma Giacomo Saponi vuole solo una cosa, la verità sull'omicidio di sua madre: “Capisco che per alcuni dei nostri parenti essere in aula con l’uomo accusato di avere ucciso nostra madre sia faticoso, ma io personalmente voglio solo sapere cos’abbia fatto Dassilva il 3 ottobre del 2023. Siamo sempre convinti che sia stato lui”.





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