Da bambina aveva trascorso alcune estati a Pesaro, accolta da una famiglia italiana negli anni '90 nell'ambito dei programmi di ospitalità per i minori provenienti dalle zone colpite dal disastro nucleare di Chernobyl. Oltre trent'anni dopo, via social, ha lanciato un appello per ritrovare quelle persone che avevano lasciato un segno profondo nella sua vita. E la sua ricerca si è conclusa con un lieto fine.
Protagonista della vicenda è Elena Zakharenkova, oggi residente in Bielorussia, che nei giorni scorsi aveva affidato ai social un messaggio carico di ricordi e speranza. Elena raccontava di essere stata ospitata nel 1993 e nel 1994, quando aveva appena 6 o 7 anni, da una coppia di Pesaro, Viviana e Alfio. "Vivevano in una casa bianca a due piani - ha scritto - con garage e possedevano un'auto nera. Mi hanno ospitata due volte e successivamente hanno continuato a inviare pacchi alla mia famiglia in Bielorussia. Purtroppo, con il passare degli anni abbiamo perso ogni contatto. Oggi vorrei tanto ritrovare Viviana e Alfio, o almeno avere notizie di loro. Se qualcuno li conosce, li ricorda oppure ha partecipato ai programmi di accoglienza dei bambini bielorussi a Pesaro negli anni '90, vi sarei immensamente grata per qualsiasi informazione. Grazie di cuore per il vostro aiuto".
La mobilitazione non si è fatta attendere. Il messaggio è stato condiviso da numerose persone e gruppi social della città, dando vita a una catena di solidarietà che ha attraversato confini e generazioni. Fino alla notizia attesa da Elena. "Con immensa gioia desidero comunicarvi che la zia Viviana è stata ritrovata. La cosa più importante è che sta bene", ha scritto la donna in un nuovo messaggio di ringraziamento. Elena ha voluto esprimere gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito alle ricerche, condiviso informazioni, pregato o semplicemente inviato parole di incoraggiamento. "Il vostro affetto - ha concluso la donna - e la vostra solidarietà mi hanno dato la forza di non perdere la speranza".