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Comunali: in Emilia-Romagna l'exploit della Lega mette alla prova la 'tenuta' delle roccaforti rosse

Movimento 5 Stelle, invece, ai margini nei principali comuni capoluogo

di Mauro Torresi
28 mag 2019
L'esito delle amministrative
L'esito delle amministrative

Predappio potrebbe essere uno dei comuni-simbolo della tendenza politica in atto con l'exploit della Lega di Salvini alle elezioni. Paese natio di Mussolini e, poi, per lungo tempo controllato dalla sinistra, ora è passato al centrodestra. E' solo una delle città dell'Emilia Romagna che hanno visto scalfita l'influenza della sinistra. Per la prima volta si andrà al ballottaggio a Cesena dove Enzo Lattuca, Pd, al 42,83%, il 9 giugno se la vedrà al ballottaggio con Andrea Rossi, centrodestra, 33,81%.

Spareggio anche a Forlì dove il centrosinistra primeggiava e dove, ora, il ballottaggio sarà tra Gian Luca Zattini e Giorgio Calderoni con percentuali che favoriscono il centrodestra. Altra roccaforte in bilico è Reggio Emilia. Ci sono però altre zone dove il Pd e forze collegate hanno chiuso la partita eleggendo un sindaco al primo turno, come a Modena, a Santarcangelo, a Cervia e nella maggior parte delle città del Bolognese. In questo scenario il Movimento 5 Stelle non brilla e resta sullo sfondo della competizione.

Tra gli esclusi 'eccellenti' in Romagna c'è Claudio Cecchetto che con la sua lista civica e una campagna elettorale con testimonial vip, a Misano ha perso la sfida al municipio per circa 400 voti. Nel frattempo, con le Europee, la Lega diventa il primo partito sia in Emilia Romagna che nelle Marche. Nei comuni capoluogo di quest'ultima Regione, però, nessun ribaltone clamoroso. Anzi, Pesaro riconferma Matteo Ricci del Pd con il 57,32% delle preferenze. Alla guida del comune di Urbino resta Maurizio Gambini, centrodestra, con il 55,12%. Ballottaggio invece ad Ascoli Piceno tra Marco Fioravanti appoggiato dal centrodestra e Piero Celani (liste civiche).