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Conero, scoperta necropoli principesca del VI secolo avanti Cristo

A Sirolo emersi carro da guerra, sepolture aristocratiche e una struttura monumentale

1 lug 2026
Conero, scoperta necropoli principesca del VI secolo avanti Cristo

Una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni nelle Marche restituisce nuove informazioni sulle aristocrazie del Piceno antico. A Sirolo (Ancona), nell'area della grande necropoli picena del Conero, è infatti emerso un complesso funerario principesco del VI secolo avanti Cristo destinato ad ampliare in modo significativo le conoscenze sulla civiltà che tra il VII e il VI secolo a.C. controllava uno dei principali snodi commerciali dell'Adriatico preromano. Il ritrovamento è avvenuto durante le indagini di archeologia preventiva condotte dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino, realizzate da ArcheoLab in collaborazione con il Comune di Sirolo e sostenute dal ministero della Cultura.

Gli archeologi hanno individuato un articolato complesso monumentale caratterizzato da grandi sepolture aristocratiche, da un'imponente organizzazione dello spazio funerario e da elementi architettonici mai documentati finora nelle necropoli picene. Al centro del complesso si trova una grande tomba maschile contenente i resti di un carro a due ruote, il currus, accompagnato da elmo, ascia, altre armi offensive e oggetti di prestigio che testimoniano l'altissimo rango sociale del defunto.

Un ulteriore elemento di straordinario interesse è rappresentato dai grandi recipienti in lamina bronzea rinvenuti nella tomba del currus, sigillati da coperchi in ceramica e ancora colmi di materiale organico, frammenti ceramici e resti ossei animali, essi sembrano conservare le tracce del banchetto celebrato in occasione della sepoltura oppure offerte alimentari destinate ad accompagnare il defunto nel viaggio verso l’aldilà.

Accanto è emersa una sepoltura femminile eccezionalmente conservata, che ha restituito resti di tessuti, calzature, ornamenti e persino le tracce dell'intero apparato ligneo del letto funerario. Una grande fibula con nucleo in ambra era deposta oltre il capo della donna e potrebbe riferirsi a un copricapo o a un elemento dell’acconciatura.

Tra gli elementi più innovativi della scoperta figura inoltre una monumentale palizzata lignea che delimitava l'intero sepolcreto, soluzione architettonica finora sconosciuta nelle necropoli del Piceno, dove normalmente i grandi complessi funerari erano delimitati da fossati.

"La scoperta - scrive la soprintendenza - permette infatti di ricostruire il contesto originario della tomba del guerriero individuata nel 2020 in via del Leccio e di inserirla all’interno di un vasto sepolcreto gentilizio organizzato attorno a una monumentale sepoltura principesca. Non si tratta semplicemente dell’individuazione di nuove tombe, ma della possibilità di osservare un sistema coerente di rappresentazione dell’autorità, attraverso il quale le aristocrazie del Conero costruivano, legittimavano e tramandavano il proprio potere".

"Per la prima volta – sottolinea l’archeologo Stefano Finocchi, direttore scientifico dello scavo – possiamo osservare non una singola tomba, ma un intero nucleo aristocratico, con relazioni gerarchiche e simboliche che aprono nuove prospettive sulla struttura delle élite che guidavano il grande centro piceno sviluppatosi nell’area dell’attuale Conero. La monumentalità del complesso, la qualità dei corredi e alcuni reperti ancora in corso di studio delineano il profilo di gruppi dirigenti inseriti in una fitta rete di relazioni che collegava il medio Adriatico ai principali centri dell’Italia centrale". Gli studi e i restauri dei reperti sono ancora in corso e potrebbero riservare ulteriori importanti novità.





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