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Consultazioni veloci per Giuseppe Conte: in due giorni incontrerà tutti i partiti

Ricevuto l'incarico dal presidente Mattarella, riferirà l'esito al presidente Mattarella entro pochi giorni

di Francesca Biliotti
29 ago 2019
@GiuseppeConteGiuseppe Conte
Giuseppe Conte

"Non sarà un governo contro, ma un governo per il bene dei cittadini". Sono le prime parole di Giuseppe Conte, nell'insolita duplice veste di presidente del Consiglio dimissionario e incaricato, dopo aver ricevuto il mandato a formare un nuovo governo, questa volta sostenuto da Pd e M5S, oltre che da Liberi e Uguali e, presumibilmente, da altri rappresentanti dei gruppi misti di Camera e Senato. Consultazioni veloci a Montecitorio, le prime per l'intera giornata, le più importanti però domani, coi partiti maggiori. “Entro alcuni giorni”, ha annunciato Conte, riferirà l'esito delle consultazioni al presidente della Repubblica, per sciogliere la riserva e programmare una seduta del Parlamento per ricevere la fiducia, la sua seconda dopo quella di appena un anno fa. Certo le incognite non mancano: c'è la squadra di governo da mettere in piedi, soprattutto il programma, anche se lo stesso Conte, al Quirinale, ha già elencato una serie di “valori fondanti” che ispireranno la nuova avventura politica, dal primato della persona al lavoro, all'uguaglianza, al rispetto delle istituzioni. Intanto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, apre all'idea dei 5Stelle di una “revisione delle concessioni pubbliche, non solo quella di Autostrade”. Fa discutere anche l'uscita del padre spirituale del Movimento, Beppe Grillo, che dal suo blog invoca un governo di tecnici. Per chi, come lui, fino a pochi anni fa esigeva semplici cittadini onesti è un bel cambiamento: parrebbe quasi dire che l'esperimento sia fallito. Intanto Matteo Salvini annuncia una manifestazione di piazza contro il governo, il 19 ottobre a Roma: “Sarà la giornata dell'orgoglio – ha detto – della maggioranza operosa che vuole un governo che non nasce la notte a Parigi o Bruxelles”. Pronta la risposta di Matteo Renzi, senatore Pd: “Salvini aveva preparato una campagna elettorale a torso nudo nei principali beach club italiani senza riguardo alle regole costituzionali. Ma il Parlamento non è il Papeete”, conclude.