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Conte a Montecitorio: "Sarò il garante e primo responsabile del programma di governo"

Applausi dalla neo maggioranza ma anche tanti fischi, con l'opposizione più volte richiamata all'ordine

di Francesca Biliotti
9 set 2019
Foto ansa
Foto ansa

Alla Camera primo atto del governo Conte bis: il dibattito sulla fiducia. La votazione inizierà questa sera, dopo le repliche del presidente del Consiglio. Dopo il “bacio proibito” tra Salvini e Di Maio, a salutare la neo maggioranza targata Pd e M5S c'è il nuovo murales vicino Montecitorio, dove si svolgeva il primo atto del governo Conte bis, il dibattito sulla fiducia: ritrae Matteo Renzi cupido, che avvicina in un triplice abbraccio Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. Per sottolineare subito le differenze col recente passato, il presidente del Consiglio Conte si è soffermato sul linguaggio. Parecchi applausi, più convinti dai 5Stelle in verità, ma anche tanti fischi e battiti di mani ironici dall'opposizione, più volte richiamata dal presidente della Camera Fico. Opposizione che si è ritrovata fuori palazzo, in testa Salvini e Meloni, per chiedere ancora il voto anticipato. Conte, parlando di nuova stagione riformatrice e definendosi “garante e primo responsabile del programma”, ha subito puntato sulla scuola, nuovi asili nido, il recupero dei giovani fuggiti all'estero, l'attenzione alla disabilità, con la delega che passa direttamente alla presidenza del Consiglio. Passaggi cruciali sono stati la promessa di revisione delle concessioni autostradali dopo la tragedia del Ponte Morandi, l'abbattimento del divario tra Nord e Sud, parità retributiva di genere e salario minimo, abbattimento delle tasse a partire da quelle sul lavoro. Quando Conte ha rivendicato la propria autonomia dalle influenze esterne, l'Aula si è scatenata ma il presidente ha sottolineato: “ Ho evitato le procedure d'infrazione incidendo nei processi in corso”. Sui decreti sicurezza infine, occorrerà rivedere i testi alla luce delle indicazioni poste dal presidente della Repubblica. “Non perdiamo tempo in liti, i cittadini non capirebbero, e invito anche ad un uso più saggio dei social dove spesso si creano aspri scontri”, ha concluso Conte citando direttamente le ministre Teresa Bellanova e Paola De Micheli, oggetto di attacchi sessisti, mentre dall'opposizione si levava il coro “poltrona, poltrona”, e poi “elezioni, elezioni”.