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Conte incassa la fiducia in Senato: “La Manovra si fa in Italia”

Il premier ha sottolineato che i punti focali saranno il blocco dellʼIva, i tagli al cuneo fiscale, senza toccare reddito di cittadinanza e Quota 100

di Filippo Mariotti
11 set 2019
Conte incassa la fiducia in Senato: “La Manovra si fa in Italia”

Blocco dell'Iva, tagli al cuneo fiscale, senza toccare reddito di cittadinanza, e Quota 100. Questi i punti focali, annunciati dal Presidente del Consiglio Conte, della Manovra finanziaria che, assicura,"si farà in Italia", sottolineando quindi l'autonomia dal Parlamento europeo. Intanto oggi Conte è a Bruxelles per una serie di incontri, da von der Leyen a Juncker, mentre a Roma l'attenzione è sulla nomina di 42 sottosegretari in un clima non proprio disteso. Il braccio di ferro più intenso è in corso nel M5S. Molti infatti sono i parlamentari che scalpitano e c'è anche qualcuno degli ex ministri che ambisce a fare il sottosegretario. Per arrivare a una quadra, Di Maio ha chiesto ai capigruppo di tutte le commissioni di Camera e Senato di mettere sul tavolo una rosa di tre/cinque nomi. Poi sarà il capo politico M5S ad avere l'ultima parola, privilegiando le competenze e riservandosi di scegliere lui nomi non presenti nella rosa fornitagli dai parlamentari.

Ieri il secondo governo Conte ha incassato la fiducia del Senato con 169 sì (133 i no e 5 gli astenuti). "È un nuovo inizio per l'Italia", ha commentato il premier sui social. Ma Palazzo Madama si è trasformato in un ring con cori da stadio che hanno scandito i lavori in Parlamento. Urla e grida che inneggiavano ad "elezioni, elezioni!", che irridevano il Pd su Bibbiano e lo stesso premier, accolto in Aula all'urlo di "traditore!" e poi "dignità", uomo "senza onore".

Salvini è passato all'attacco etichettando il nuovo esecutivo come "Conte-Monti". Il premier è definito poi "l'uomo che sussurrava alla Merkel". L'ex ministro dell'Interno ha quindi accusato Conte di "poltronismo" e di subalternità all'Europa, oltre che di mancanza di stile. Poi un fendente ai 5Stelle: "Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti e Renzi". Poi la replica di Conte che ha rinfacciato all'ex vicepremier l'arroganza per aver chiesto i "pieni poteri" con l'idea di portare il Paese alle elezioni "unilateralmente", accusandolo di mancanza di "dignità" per il suo "voltafaccia", e ancora di "arroganza" e di aver addossato ad altri colpe pur di mettere al sicuro la sua leadership.