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Coronavirus, al via decreto "Cura Italia" da 25 miliardi

Prevede tre miliardi di euro per autonomi e liberi professionisti a tutela del periodo di inattività.

Coronavirus, al via decreto "Cura Italia" da 25 miliardi.

Una “manovra poderosa”, così il Presidente del Consiglio Conte definisce, al termine del Consiglio dei Ministri, l'ultimo decreto con misure economiche da 25 miliari che, dice, attiverà 350 miliardi di flussi. "Abbiamo dato una risposta non solo per la strategia di contrasto del contagio, ma possiamo parlare anche di un modello italiano economico", sottolinea. "Non abbiamo pensato e non pensiamo di combattere un'alluvione con gli stracci. Stiamo cercando di costruire una diga per proteggere imprese famiglie lavoratori". Il governo "è vicino alle imprese, i professionisti, le famiglie, alle donne e gli uomini, i giovani che stanno facendo enormi sacrifici per tutelare il bene più alto. Nessuno deve sentirsi abbandonato e questo decreto lo dimostra".

"Il presidente del Consiglio chiede poi all'Unione europea di "seguire" l'Italia: "I primi segnali sono importanti. L'Italia promotrice di un messaggio a tutte le istituzioni Ue. "Siamo consapevoli che non basterà" il decreto anti-Covid-19, ma "il governo risponderà presente anche martedì; dovremo predisporre misure e un piano di ingenti investimenti con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima".

Il decreto "Cura Italia" è stato commentato anche dal ministro delle'Economia, Roberto Gualtieri. "Diamo una prima risposta alla crisi economica e non solo. Abbiamo deciso di utilizzare tutto l'indebitamento netto autorizzato dal Parlamento di 25 miliardi di euro. C'è un finanziamento aggiuntivo molto significativo per il sistema sanitario nazionale e la protezione civile, con risorse per quasi tre miliardi e mezzo che ci consentiranno di sostenere il lavoro eroico che stanno svolgendo".

Il ministro Nunzia Catalfo ha poi annunciato "un ulteriore intervento sulle procedure di licenziamento: saranno fermate le procedure per i licenziamenti avviati dal 23 febbraio in poi". Per quanto riguarda gli interventi relativi agli "ammortizzatori sociali", saranno contemplati sia "il fondo di integrazione salariale che viene incrementato di 1,3 miliardi sia la cig in deroga per tutti i datori di lavoro che ne potranno usufruire, anche se solo con un dipendente, e che sarà pari a 3,3 miliardi di euro".

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