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Covid19 e spiaggia: Gnassi al Governo, "Basta sciocchezze", "non abusate della nostra pazienza"

6 mag 2020
Covid19 e spiaggia: Gnassi al Governo, "Basta sciocchezze", "non abusate della nostra pazienza"

"Basta sciocchezze", "non abusate della nostra pazienza". Così il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, commenta notizie di stampa secondo cui il Governo starebbe studiando nuovi criteri per l'accesso in spiaggia come termoscanner, dispenser con igienizzanti e distanze tra ombrelloni di 10 metri. "Basta con la banalizzazione", "si tratti il turismo in modo serio, almeno con la dignità di tutti gli altri comparti industriali", ha detto il primo cittadino esortando il Governo a dotarsi di "una politica industriale seria a breve, medio, lungo termine".

"Il Governo chiarisca definitivamente. E non è questione del solo ministro del turismo - ha aggiunto Gnassi - C'è in ballo dal 15 al 20% del Pil del Paese". Il sindaco domanda ironicamente: "per andare in spiaggia quest'anno dovremo avere un termometro sotto l'ascella, termoscanner ad ogni angolo, arrivare con un box doccia ambulante e poi infilarci in una cabina di plexiglas? C'è una banalizzazione e una irresponsabilità che non accettiamo più per un settore con milioni di lavoratori e imprese". Riguardo alla stagione imminente, Gnassi precisa che "entro pochi giorni saremo pronti con i protocolli e le modalità per fare le vacanze in piena sicurezza". E ha aggiunto: "È stato ribadito da medici e scienziati che la spiaggia, con l'acqua di mare salata, la sabbia, il sole, è tra i luoghi naturalmente più sicuri dal punto di vista igienico".

"Il sindaco tenta di ruggire come un leone, ma in realtà abbaia con un "barboncino" perchè sono tre settimane che gli sollecitiamo il protocollo per il comparto turistico e solo oggi dichiara che ci vorranno ancora quindici giorni. Purtroppo da Sindaco di Rimini e da Presidente Anci Emilia Romagna mostra di non avere alcuna autorevolezza", cosi l'esponente della Lega, Marzio Pecci. "Non è pensabile che la validazione di un protocollo sanitario, già predisposto da Federalberghi e Confindustria, richieda oltre un mese. Nel comparto turistico stagionale un mese in più o in meno fa la differenza e nel caso riminese può determinare il pareggio o la perdita di bilancio. Non c'è tempo da perdere, quindici giorni sono troppi", conclude Pecci.