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Cresce la spesa farmaceutica: 37 miliardi di euro, +2,8%

Almeno una prescrizione farmaceutica per 4,6 milioni di bambini e adolescenti; soprattutto antipsicotici, antidepressivi e farmaci per ADHD

di Francesca Biliotti
11 nov 2025

Nel 2024 consumi stabili, quasi 2 dosi al giorno a testa. Il 70,8% è a carico del Servizio sanitario nazionale e il restante 29,2% è acquistato privatamente. Cresce la spesa farmaceutica complessiva (+2,8%), 37,2 miliardi di euro, trainata dall’aumento della spesa pubblica (+7,7%) pari a 26,8 miliardi.

I cittadini spendono di più per medicinali senza ricetta e non rinunciano al farmaco di marca, specie al Sud. Sul podio dei farmaci rimborsati dal servizio sanitario nazionale, al primo posto si confermano i medicinali per il sistema cardiovascolare (523 dosi giornaliere per 1000 abitanti) 3,7 miliardi di euro di spesa, dietro agli antitumorali e immunomodulatori (circa 8,2 miliardi di euro di spesa). Al secondo posto per consumi si collocano i farmaci dell'apparato gastrointestinale e metabolismo (296 dosi giornaliere per 1000 abitanti), che sono la terza categoria in termini di spesa, (3 miliardi e 495 milioni di euro) in aumento del 5,1% rispetto all'anno precedente. I farmaci del sangue e organi emopoietici occupano il terzo posto in termini di consumi (145,2 dosi giornaliere per 1000 abitanti) e il quinto in termini di spesa (2 miliardi e 647 milioni di euro).

Parlando di farmaci in età pediatrica, nel 2024 circa 4,6 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, pari al 50,9% della popolazione pediatrica italiana. Dal 2016 sono più che raddoppiati sia la prevalenza d'uso che i consumi di psicofarmaci. Da 20,6 confezioni per 1000 bambini, prevalenza pari allo 0,26%, a 59,3 confezioni per 1000 bambini, prevalenza dello 0,57%. Si tratta soprattutto di antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l'ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

Il consumo di farmaci generici in Italia resta basso, soprattutto se confrontato ad altri Paesi europei, che la colloca al terz'ultimo posto in Europa. Eppure l'uso degli equivalenti consente risparmi significativi, tra il 2017 e il 2024 l'analisi condotta da Aifa su 10 principi attivi ha stimato un risparmio di circa 5,3 miliardi di euro.





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