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Crescono ansia, disagio e depressione tra i ragazzi: i numeri che preoccupano l'Emilia-Romagna

Negli ultimi 10 anni, gli accessi alla neuropsichiatria infantile sono aumentati del 73%; +192% tra i 13 e i 17 anni. Si consumano oltre 43 confezioni di psicofarmaci ogni mille bambini. Preoccupa il report della Garante regionale minori.

di Monica Fabbri
3 lug 2026

C’è un’Emilia-Romagna che sulla carta è luogo ideale per i più giovani. È la regione dove il 32% dei bambini accede ai nidi comunali – il doppio della media nazionale –, dove si legge di più, si fa più sport e si combatte la povertà con forza. Ma dietro questa superficie virtuosa, si nasconde una fragilità silenziosa e profonda che sta travolgendo le nuove generazioni. Una tempesta perfetta fatta di solitudine, culle vuote e un grido d'aiuto che viaggia sui canali della sofferenza mentale.

La relazione annuale della Garante per i minori fotografa una realtà a due facce. Se da un lato il sistema regge, dall'altro i numeri della sofferenza fanno riflettere: negli ultimi 10 anni, gli accessi alla neuropsichiatria infantile sono impennati del 73%, con un +192% tra i ragazzi dai 13 ai 17 anni. Lungo la Via Emilia si consumano oltre 43 confezioni di psicofarmaci ogni mille bambini. E nel frattempo, la terra dei diritti si scopre più vecchia: nel 2025 le nascite sono crollate di un ulteriore 3,7%.

"Abbiamo sempre meno minori nella nostra regione perché c'è un significativo calo della natalità. E questo è il primo dato”, afferma Claudia Giudici, Garante regionale dei minori. E alla domanda sul come stanno i nostri bambini e le nostre ragazze, risponde così: “C'è un significativo aumento dei disturbi legati ad ansia, depressione, attenzione e iperattività che portano a un aumento importante di accessi alle neuropsichiatrie infantili. Questo è un dato sul quale riflettere per attuare azioni che creino condizioni di maggiore benessere”.

A questo si aggiunge la complessa gestione dei 1.156 minori stranieri non accompagnati – soprattutto ucraini ed egiziani – che, seppur in stabilizzazione dopo gli anni del boom, richiedono tutele e risposte strutturali, non emergenziali. Un quadro che scuote la politica, chiamata a non voltarsi dall'altra parte.

Elena Carletti, Presidente Commissione Parità: “Colpisce il fatto che si tratta di una relazione corposa che tocca tantissime problematiche. A partire dal dato demografico, che segna un calo veramente drammatico della popolazione sotto i 15 anni, e poi tutti i segnali di preoccupazione: gli accessi alla neuropsichiatria, il disagio legato all'uso delle tecnologie. Credo sia necessario attivarsi per migliorare una situazione che desta gravi segnali di preoccupazione”.

La sfida, ora, si sposta sui tavoli della politica regionale. Non basta più registrare i dati o gestire le emergenze. Serve un cambio di paradigma, una visione che sappia guardare oltre il presente. “Numeri importanti che raccontano una complessità enorme, anche qui in Emilia-Romagna” – commenta Valentina Castaldini, Ufficio di Presidenza con delega alla Garante. “Il compito della politica è guardare le tante problematiche che ci sono senza paura, ma offrendo un orizzonte che non sia solamente il qui ed ora, avendo in mente le tante questioni che stanno nascendo: disturbi psichiatrici, problemi di apprendimento e situazioni familiari sempre più fragili”.

Un territorio che sa accogliere e istruire, ma che oggi deve imparare a fare la cosa più difficile: ascoltare il dolore invisibile dei suoi figli.





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