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Decreto-ponte approvato in nottata: dall'11 gennaio torna la divisione in fasce

Il Comitato tecnico scientifico ha cambiato anche gli scenari del rischio: con indice Rt pari a 1 si diventa arancioni, con 1,25 rossi

di Francesca Biliotti
5 gen 2021
dalla corrispondente Francesca Biliotti
dalla corrispondente Francesca Biliotti

Approvato in nottata dal governo italiano il decreto-ponte che varrà fino al 15 gennaio, data di scadenza dell'ultimo Dpcm. Vediamo cosa comporta. Dopo un ultimo giorno di zona rossa, 6 gennaio, il 7 e l'8 l'Italia torna in area gialla, ma “rafforzata”: vale a dire, spostamenti liberi ma solo all'interno della propria Regione. Bar e ristoranti aperti fino alle 18, poi si continua con l'asporto fino alle 22, senza poter consumare nelle adiacenze dei locali. Aperti negozi e centri commerciali.

Dalle ore 22 alle 5 del mattino coprifuoco. Il 9 e 10 gennaio, fine settimana, tutta Italia torna zona arancione: spostamenti consentiti solo nel proprio Comune, ma si potrà uscire dai Comuni fino a 5.000 abitanti ed entro un raggio di 30 km, ma non verso i capoluoghi di provincia. Bar e ristoranti chiusi, aperti parrucchieri e centri estetici. Dall'11 gennaio torna la divisione in fasce, secondo quanto emergerà dal monitoraggio della cabina di regia, previsto l'8 gennaio. Anche per le Regioni che dovessero diventare zona rossa, comunque, c'è sempre la possibilità di spostarsi una sola volta al giorno, massimo due persone oltre ai figli minori di 14 anni, verso una sola abitazione privata del proprio Comune. 

Il Comitato tecnico scientifico ha inoltre ridefinito gli scenari di rischio: se l'indice Rt di trasmissibilità del contagio è pari a 1 la Regione va in fascia arancione; se pari a 1,25 in fascia rossa. Sotto l'1, si resta zona gialla. Scuole elementari e medie ripartono il 7 gennaio. Rinviate all'11 le superiori: l'attività sarà in presenza per il 50% degli studenti.


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