Un forte mal di testa, il ricovero mentre si trovava a Cuba, poi la scoperta di un edema cerebrale e di un tumore che ha reso necessario un intervento chirurgico. A un mese dal malore, Alessandro Di Battista ha deciso di raccontare pubblicamente per la prima volta la diagnosi e il percorso che lo attende. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, intervenuto in collegamento a DiMartedì su La7, ha spiegato che i medici cubani sono riusciti inizialmente a ridurre l’edema attraverso una terapia, rendendo poi possibile l’operazione.
"Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino - ha raccontato -. Questa peste del XXI ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori. Ma non molleranno, sono seguito bene".
Di Battista si trovava a Cuba per realizzare un reportage quando, il 28 agosto, aveva accusato forti dolori alla testa. Inizialmente ricoverato a Santa Clara, era stato successivamente trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove le sue condizioni erano state valutate dai medici locali e da specialisti arrivati dall’Italia. Un primo tentativo di rientro era stato programmato per il 4 settembre, ma il peggioramento delle condizioni aveva indotto i sanitari a intervenire chirurgicamente a Cuba. Il ritorno in Italia era quindi slittato: Di Battista è partito dall’Avana il 12 settembre a bordo di un’aeroambulanza ed è stato successivamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.
"I medici cubani mi hanno salvato la vita", ha detto, raccontando anche alcuni aspetti della sua esperienza nella sanità cubana e ringraziando il neurochirurgo che lo ha operato, sottolineando come l’intervento sia stato eseguito nonostante le difficoltà materiali in cui si trovano gli ospedali dell’isola. "Sono stato operato in un ospedale senz'acqua", un tema che Di Battista ha legato ancora una volta alla situazione economica di Cuba e alle sanzioni statunitensi. L’ex parlamentare ha inoltre riferito di aver ricevuto, durante il ricovero all’Avana, una telefonata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ha riconosciuto l’assistenza ricevuta dalle istituzioni italiane.