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Dia, le maggiori operazioni sospette delle mafie sono in Nord Italia

"Cosa Nostra si fa impresa", spiega la Direzione Investigativa Antimafia nella relazione sul secondo semestre 2018

di Filippo Mariotti
19 lug 2019
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

La Direzione Investigativa Antimafia pubblica una relazione relativa al secondo semestre 2018. Le regioni del Nord primeggiano per la quantità di operazioni sospette delle mafie, con il 46,3%. Al Sud la percentuale è del 33,8% e al Centro del 18,7%. Un numero che "può essere indicativo di una mafia liquida che investe in questa parte del paese in maniera occulta, utilizzando per i propri scopi criminali delle teste di legno". Sempre più spesso - si legge nel documento - si individuano soggetti esterni alle organizzazioni criminali, professionisti che "prestano la loro opera proprio per schermare e moltiplicare gli interessi economico-finanziari del gruppi criminali". La Dia li definisce "facilitatori", "artisti del riciclaggio", capaci di gestire transazioni internazionali da località off shore, offrendo riservatezza e una vasta gamma di servizi finanziari. Queste nuove modalità d'intervento consentono ai mafiosi di radicarsi nelle altre regioni italiane e nel mondo.

Secondo la relazione, la 'ndrangheta resta un'organizzazione "fortemente strutturata su base territoriale” ma con una "spiccata vocazione imprenditoriale" favorita dalle "ingenti risorse economiche" ottenute investendo in diversi settori: droga e appalti pubblici, estorsioni e giochi e scommesse. La Dia sottolinea inoltre come la 'Ndrangheta sia ormai presente stabilmente in quasi tutto il mondo, con locali anche in diversi paesi d'Europa e negli Stati Uniti, in Canada, sud America e Australia.

Pur mantenendo un basso profilo in linea con la politica di "mimetizzazione", 'Cosa Nostra' resta "pervasiva e dotata di dinamismo e potenzialità offensiva" che esercita sia mantenendo il controllo del territorio sia infiltrandosi negli ambienti imprenditoriali e finanziari in Italia e all'estero. Cosa Nostra, dice la Dia "si fa impresa". Quella delle organizzazioni camorristiche è una realtà più complessa e variegata di quella delle altre organizzazioni, formato da un insieme di sottosistemi, dove convivono organizzazioni vere e proprie, gruppi di gangsterismo urbano e bande di giovani delinquenti.