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Difende la madre durante la lite e fa arrestare il padre: 43enne accusato di maltrattamenti

L’episodio di Viserbella rappresenterebbe soltanto l’ultimo capitolo di una situazione familiare che si trascinava da 5 anni. Già lo scorso 2 agosto, la donna aveva riportato 30 giorni di prognosi dopo essere stata aggredita

9 ago 2026
Difende la madre durante la lite e fa arrestare il padre: 43enne accusato di maltrattamenti

È stato l’intervento del figlio 22enne, accorso in difesa della madre durante l’ennesima lite, a portare all’arresto di un 43enne di origine albanese residente a Rimini, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni e minacce. I fatti risalgono al 5 agosto e si sono verificati in un hotel di Viserbella, dove sono intervenuti i carabinieri dopo una richiesta di aiuto del giovane.

Secondo quanto ricostruito, all’arrivo dei militari l’uomo, in stato di alterazione dovuto all’alcol, stava pretendendo del denaro dalla moglie. La situazione sarebbe rapidamente degenerata: il 43enne avrebbe tentato di danneggiare un’automobile e quindi colpito il figlio con un pugno. Il 22enne è riuscito a bloccare il padre fino all’arrivo dei carabinieri, riportando nell’aggressione lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.

Per il 43enne è quindi scattato l’arresto in flagranza.

Le violenze sarebbero iniziate nel 2020:  l’episodio di Viserbella rappresenterebbe soltanto l’ultimo capitolo di una situazione familiare che, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni, si trascinava da 5 anni. Il 43enne si sarebbe infatti macchiato di diversi episodi di violenza nei confronti della moglie e dei figli, che all’epoca erano ancora minorenni. Una nuova escalation sarebbe cominciata il 2 agosto, quando la donna sarebbe stata aggredita dal marito riportando lesioni per le quali le sono stati riconosciuti 30 giorni di prognosi. Il giorno successivo aveva presentato denuncia. Il 4 agosto, appena un giorno prima dell’arresto, l’uomo avrebbe inoltre raggiunto la moglie sul posto di lavoro, minacciandola nuovamente.

Dopo l’intervento dei carabinieri e l’arresto, il pubblico ministero ha chiesto la convalida e l’applicazione della custodia cautelare in carcere, evidenziando il rischio di reiterazione delle condotte, anche in relazione alla dipendenza dall’alcol contestata nel quadro investigativo. Le accuse dovranno ora essere vagliate nel prosieguo del procedimento giudiziario.





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