Droni dal Riminese, indagine su presunte forniture militari non autorizzate
Sequestrate decine di apparecchiature e documenti alla DroneBase Srl di Viserba: la Procura di Rimini dovrà verificare l’assenza di licenze.
Parole chiave come Ucraina, Iraq, Iran, Russia, “bersaglio” e “obiettivo tattico” sono al centro delle verifiche condotte dagli investigatori della Guardia di Finanza su documenti e dispositivi sequestrati in un’azienda del Riminese che produce droni. L’attività rientra in un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, che vede indagato a piede libero un imprenditore riminese di 48 anni, legale rappresentante della DroneBase Srl, società con sede a Viserba specializzata in aeromobili a pilotaggio remoto.
Come riportato dall’edizione locale de Il Resto del Carlino, il sospetto è che dall’azienda siano partite, a partire dal 2023, forniture non autorizzate di equipaggiamenti militari verso Forze Armate italiane e, in alcuni casi, anche europee ed extra Ue. Secondo la Procura di Rimini, l’impresa non sarebbe stata in possesso della licenza rilasciata dalla Prefettura, necessaria per la commercializzazione di apparecchiature di tipo militare.
Nelle scorse settimane il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni sia nella sede aziendale sia nell’abitazione dell’imprenditore, sequestrando una decina di droni, accessori, software di pilotaggio e progettazione, materiale per l’assemblaggio, oltre a fatture di vendita e ordini di trasferimento merce relativi agli anni 2023, 2024 e 2025. Acquisiti anche computer, telefoni cellulari e numerosi faldoni di documentazione ritenuti utili a ricostruire l’attività dell’azienda.
Il materiale è ora al vaglio di consulenze tecniche disposte dalla Procura, chiamate a stabilire se i droni sequestrati possano essere considerati equipaggiamento militare o beni a “dual use”, cioè a duplice impiego civile e militare. Nel frattempo la DroneBase resta operativa, mentre proseguono gli accertamenti sui rapporti commerciali dell’impresa. La difesa, affidata all’avvocato Andrea Muratori, ha già chiesto il dissequestro delle attrezzature, annunciando che le accuse verranno contestate nelle sedi competenti.
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