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È morta Laura Fontana, storica della Shoah e anima dei Viaggi della Memoria

Aveva 61 anni. Da Rimini a Parigi, una vita dedicata allo studio e all’educazione alla Memoria. Più volte ospite del nostro "Khorakhané".

31 gen 2026
È morta Laura Fontana, storica della Shoah e anima dei Viaggi della Memoria

È morta a 61 anni Laura Fontana, storica della Shoah e figura centrale dell’educazione alla Memoria in Italia. È stata l’anima delle attività promosse dal Comune di Rimini, primo in Italia a organizzare nel 1964 un Viaggio della Memoria: un viaggio-studio per studenti nei luoghi dello sterminio, a partire da Mauthausen. Autrice di libri e saggi, curatrice di volumi collettivi e numeri speciali di riviste accademiche – tra cui due monografici della Revue d’histoire de la Shoah co-diretti con Georges Bensoussan – Fontana è stata dal 2009 responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah e consulente scientifica della Fondation Mémoire de la Shoah di Parigi.

Profondo il cordoglio espresso dalle istituzioni. Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad l’ha ricordata come una persona di “rigore e passione”, impegnandosi a proseguire il lavoro nel solco da lei tracciato. Parole di riconoscenza anche dal presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Maurizio Fabbri, che ha sottolineato come migliaia di giovani abbiano potuto conoscere l’orrore dello sterminio grazie al suo impegno.

Il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni hanno ricordato il ruolo fondamentale di Fontana nel mantenere viva la Memoria, accompagnando generazioni di studenti nei luoghi dell’Olocausto e trasformandoli in spazi di consapevolezza civile. Dal 2010 aveva inoltre promosso un protocollo d’intesa tra il Mémorial di Parigi e l’Assemblea legislativa regionale, avviando una collaborazione istituzionale strutturata. Una vita spesa per la Memoria, come responsabilità democratica.

Il Comune di Rimini, nel ricordarla, cita un passaggio di una sua pubblicazione dedicata al genocidio degli ebrei e alla assoluta necessità di non rinchiudere l’argomento solo nei libri di storia ma farne anche oggi un impegno collettivo e individuale. "La speranza per il nostro futuro sta proprio nella spiegazione centrale dell’insegnamento su Auschwitz: qualunque individuo confrontato con situazioni estreme può scegliere e la sua scelta non dipende mai dalla sua appartenenza politica di destra o di sinistra, né dal suo livello di istruzione o di cultura e nemmeno dalla sua appartenenza etnica o sociale. La facoltà di scelta dell’uomo dipende sempre e solo dalla sua capacità di ragionamento, di sapersi tirar fuori dal gruppo e di ascoltare la propria coscienza. Non è affatto una lezione disperata quella sulla Shoah, al contrario, essa rivaluta pienamente la nostra capacità di saper pensare e di agire di conseguenza. Ai giovani non dobbiamo per forza chiedere di diventare tutti “sentinelle della memoria” o testimoni a loro volta. La lezione di Auschwitz ci chiede altro: rivalutare pienamente la nostra capacità di saper pensare e di agire di conseguenza. Perché nella società contemporanea i germi che hanno preparato il disastro, i massacri di massa, sono ancora qui, potenzialmente fertili".

Più volte ha partecipato alla trasmissione di San Marino Rtv, dedicata al sociale, "Khorakhané"





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