In Emilia-Romagna, come nel resto d’Italia, persiste il fenomeno dello "skill mismatch", ossia il disallineamento tra le competenze richieste dal mercato e quelle effettivamente possedute dai lavoratori. Secondo il rapporto Skills Intelligence Emilia-Romagna 2023, basato sull’analisi di oltre 78.000 annunci di lavoro, i profili più ricercati appartengono alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e all’economia, ma le aziende segnalano enormi difficoltà nel reperirli.
Le figure professionali più richieste includono ingegneri di ogni tipo, analisti gestionali, sviluppatori software, medici, infermieri e specialisti in pubblicità e marketing. Tuttavia, la mancanza di candidati è stata indicata come causa principale del 36% delle difficoltà di assunzione, mentre il 13% è attribuito a una preparazione inadeguata. Particolarmente problematico è trovare ingegneri elettronici (84,2% di difficoltà), matematici e fisici (83,4%), e professionisti della salute (72,7%).
Il settore industriale rappresenta il 25% degli annunci, con una forte domanda nelle costruzioni, metallurgia e meccatronica, mentre i servizi coprono il 75%, trainati da turismo e commercio. Le lauree STEM restano però un terreno poco battuto, soprattutto per le donne: secondo Almalaurea, solo il 40,9% delle lauree in queste discipline è conseguito da donne, nonostante offrano le migliori prospettive occupazionali e retributive.
L'Università di Bologna, nel 2023, ha sfornato quasi 20.000 laureati, ma il divario tra domanda e offerta di competenze resta ampio. Ad esempio, sebbene i programmatori siano introvabili, solo 330 studenti si sono laureati in informatica. Anche altri settori soffrono, come l’edilizia, dove mancano ingegneri elettronici (13,1%) e sviluppatori software (8,1%), o l’agroalimentare, con una carenza di ingegneri ambientali (23,3%) e analisti finanziari (13,6%).