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Emilia-Romagna in allerta per i dazi USA: a rischio la Motor Valley e migliaia di imprese

Confartigianato: l’82% dell’export italiano di autoveicoli verso gli Stati Uniti parte dalla regione. Moda e meccanica i settori più vulnerabili

27 lug 2025
Foto: regione.emilia-romagna.it
Foto: regione.emilia-romagna.it

Cresce l’allarme tra le imprese dell’Emilia-Romagna per le possibili ricadute delle politiche protezionistiche degli Stati Uniti, in attesa dell’incontro tra il presidente USA Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. A lanciare l’allerta è Confartigianato, che in un’analisi segnala come la Motor Valley emiliano-romagnola e il settore meccanico siano tra i più esposti a un eventuale aumento dei dazi.

Secondo i dati, l’82,2% dell’export italiano di autoveicoli verso gli Stati Uniti proviene dalla regione Emilia-Romagna, con le province di Modena e Bologna in prima linea: rispettivamente responsabili del 51,5% e del 30,2% del totale nazionale. L’intero sistema produttivo locale è quindi a rischio, in particolare il settore della meccanica, che nei primi cinque mesi del 2025 ha registrato un calo dell’8,9% nell’export di macchinari e un crollo del 28,9% nelle esportazioni di autoveicoli.

Anche il settore della moda Made in Italy, fortemente rappresentato da micro e piccole imprese, teme gravi contraccolpi. Nei dodici mesi terminanti ad aprile 2025, l’export verso gli USA ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro, in crescita dell’1,9%. Tuttavia, nuove misure protezionistiche potrebbero arrestare questo trend positivo.

A livello nazionale, sono 25.037 le imprese italiane che hanno esportato stabilmente verso gli Stati Uniti tra il 2022 e il 2024, con un valore di 56,4 miliardi di euro nel solo 2024. Di queste, 6.259 imprese sono considerate vulnerabili perché dipendenti per oltre il 50% dal mercato americano. Tra queste, 5.853 sono micro e piccole imprese che impiegano complessivamente oltre 51mila addetti e generano 4,2 miliardi di export diretto.

Le misure protezionistiche – sottolinea Confartigianato – colpiscono non solo chi esporta direttamente, ma anche l’intera filiera produttiva, coinvolgendo fornitori e subfornitori, e mettendo a rischio la tenuta del sistema delle piccole imprese italiane”. 





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