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Emilia-Romagna verso la sfida Lega-PD. Salvini: "rivoluzione pacifica in 80 giorni"

Il Movimento Cinque Stelle alla prima riunione a Reggio: "Corriamo da soli". Secondo un sondaggio sarà una sfida fra PD e Lega

8 nov 2019
Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini, foto Ansa
Lucia Borgonzoni e Matteo Salvini, foto Ansa

"Da qui al 26 gennaio 2020" - ha detto ieri a Bologna il segretario della Lega, Matteo Salvini durante la presentazione della della campagna elettorale della candidata del centrodestra, Lucia Borgonzoni - "ci sono 80 giorni. E in questi 80 giorni faremo una rivoluzione pacifica, democratica, sorridente. Sarà il giro dell'Emilia-Romagna in 80 giorni, scriveremo un nuovo libro. "A me piacerebbe - ha aggiunto - che il 26 gennaio 2020 fosse un giorno di festa, di libertà, di partecipazione. Uno dei dati più belli dell'Umbria, al di là della vittoria, è stata la grande partecipazione popolare: ha votato quasi il 10% in più della gente rispetto alle ultime regionali". Gente "che ha ritrovato passione, speranza, energia".

Intanto da parte del M5S, durante la prima riunione sul territorio tra attivisti e consiglieri regionali, è emersa la volontà di correre da soli nella regione. È il verdetto dell'incontro organizzato a Reggio Emilia con la base locale del Movimento e i consiglieri regionali Andrea Bertani e Giulia Gibertoni. Tra i temi del programma dei pentastellati vengono elencati: "Valorizzare la sanità pubblica con riapertura dei punti nascite in montagna, tutela della salute e dell' ambiente contro assurde colate di cemento (vedi progetto autostrada regionale a pagamento Cispadana), contrastare politiche pro incenerimento e trivellazione, trasporti sostenibili, tutela dei precari, del piccolo commercio e delle piccole e medi imprese aiutandole nella riconversione ecologica al centro dei primi spunti emersi".

Secondo un sondaggio 'Emg-Acqua Group' nella regione la sfida sarà tra il presidente della regione uscente Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, a meno di tre mesi dal voto. Bonaccini, candidato del centrosinistra, raggiungerebbe il 45,5%, mentre Borgonzoni, sostenuta dal centrodestra, sarebbe al 44%. Il M5s si fermerebbe al 7%, mentre la somma degli altri candidati non andrebbe oltre il 3,5%.