Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato del Pd ora candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Marche, verrà sentito dalla Procura il 30 luglio in quanto indagato nel caso “Affidopoli”. Secondo il Resto del Carlino, che fu il primo ad avviare un'inchiesta giornalistica sul tema, il reato ipotizzato è il concorso in corruzione. Assieme al suo, altri 23 avvisi di garanzia legati all'inchiesta su una serie di affidamenti del Comune di Pesaro, avvenuti tra il 2019 e il 2024, quando Ricci era sindaco della città. Secondo gli inquirenti per i lavori pubblici venivano scelti sempre agli stessi soggetti, in particolare due associazioni culturali: Opera Maestra e Stella Polare. Per un valore complessivo di affidamenti diretti che arriva a circa 600mila euro. Gli incarichi, secondo i magistrati, avrebbero favorito un sistema clientelare utile a rafforzare il consenso politico attorno a Ricci, piuttosto che generare vantaggi economici personali.
Gli incarichi, secondo i magistrati, avrebbero favorito un sistema clientelare utile a rafforzare il consenso politico attorno a Ricci, piuttosto che generare vantaggi economici personali. "Sono sereno nel merito - continua Ricci - però anche molto amareggiato e molto arrabbiato. Questa cosa arriva il giorno dopo la convocazione delle elezioni, dopo un anno di indagini... Io comunque sono fiducioso nel lavoro della magistratura".
Diverse le reazioni nel mondo politico, mentre arriva il deciso sostegno da parte del Pd: “Siamo fiduciosi che andrà avanti come candidato presidente nelle Marche e il nostro partito è pronto a stare al suo fianco in campagna elettorale”. Il più duro è stato Antonio Baldelli, deputato di Fratelli d’Italia: “Da sindaco – afferma - non poteva non sapere. I cittadini hanno diritto a trasparenza e verità, dalle quali Ricci è sempre rifuggito”. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, pur ribadendo il rispetto per la magistratura, avverte: “Valuteremo attentamente le contestazioni. Se vi fosse una condotta disonesta, sarebbe incompatibile con i nostri principi”. Infine, Matteo Renzi invita alla calma: “A me dell’avviso di garanzia non frega niente. Lasciamo lavorare i magistrati e commentiamo le sentenze, non i gossip”.
Nel video le dichiarazioni di Matteo Ricci, candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Marche