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"Fellini e la critica", incontri alla Cineteca di Rimini con oltre 30 esperti

In esame la carriera del maestro vista sotto le lenti dei media nazionali e internazionali

di Laura Bonaiuti
28 apr 2026

"Questa credo sia la prima foto in cui Federico Fellini sta su un set cinematografico. È qui, ha gli occhiali, al centro, molto giovane. Lui aveva partecipato alla sceneggiatura e anche alla realizzazione di questo film. A Portotolle, sull'argine del Po" Silvia Nonnato, dell'Archivio di Adria, ha portato alla Cineteca documenti originali ed esclusivi sul maestro.

Ma come è stato raccontato Federico Fellini dai media nazionali e internazionali durante la sua carriera? E cosa ha contribuito di più al suo successo? A questa e a tante altre domande risponde il ciclo di incontri a Rimini che ormai è diventato un appuntamento annuale dedicato al maestro e agli studi che lo riguardano.

L'evento è ospitato dalla Cineteca di Rimini e promosso dal Fellini Museum e dal Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna. Una due giorni, lunedì e martedì, che approfondisce con oltre 30 ospiti il tema di Fellini e la critica, cioè l'insieme di sguardi che ne hanno accompagnato il percorso artistico.

Il presidente del Fellini Museum Marco Leonetti osserva: "A pochi giorni dal premio Fellini conferito a Wes Anderson facciamo un'operazione di ricerca, di studio, di approfondimento. E' questo che deve fare un museo, da una parte riconoscere il talento emergente o affermati che ci sono oggi nel cinema contemporaneo ma nello stesso tempo approfondire lo studio e l'analisi dei film di Fellini. Dobbiamo mantenere questi due aspetti".

"Il nostro interesse è cercare di ricostruire la storia di Fellini dal punto di vista delle recensioni che sono state fatte su di lui. È una storia già molto dibattuta, ma che è ancora piena di sorprese perché Fellini è stato amato, lo sappiamo benissimo, ma è anche stato molto criticato da certe parti della critica e siamo andati quindi a recuperare sia i vecchi documenti ma sia anche qualcosa di nuovo per esempio come Fellini oggi è presente sui social media e nella cultura della critica digitale. Quindi tutte queste cose danno vita agli incontri di questi giorni" ha dichiarato Roy Menarini dell'UniBo.

La carriera di Federico Fellini non è stata sempre lineare. Ha incontrato anche aspre critiche, ma indubbiamente enormi apprezzamenti che lo rendono ancora oggi uno dei maestri più quotati del Novecento.

"Dalla dolce vita in poi, otto e mezzo soprattutto, Fellini è stato, come dire, si è inventato un termine che era "felliniano", che è finito anche nella Treccani, tanto per dimostrare la sua importanza. È vero che pian piano, andando avanti la carriera, Fellini ha fatto sempre un po' più di fatica a fare i suoi film, nel senso che i suoi film erano molto complessi, molto ricchi, delle volte anche piuttosto costosi e non sempre il pubblico lo seguiva con lo stesso entusiasmo" ha spiegato il critico cinematografico Paolo Mereghetti.

L'evento è stata anche l'occasione per incontrare uno scenografo che ha direttamente lavorato con Fellini in alcune delle sue pellicole più famose, Emanuele Taglietti: "Con Fellini la cosa importante era non farsi mai trovare impreparati, e non era facile, perché Fellini spesso e volentieri aveva una sceneggiatura molto labile. Ce l'aveva soprattutto nel pensiero, ma raramente ci dava la sceneggiatura prima di girare".

Nel servizio le interviste a Marco Leonetti - Presidente Fellini Museum, Roy Menarini - Università di Bologna, Paolo Merenghetti - Critico cinematografico, Emanuele Taglietti - Ex scenografo e artista





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