Siamo nel vivo del Festival del giornalismo culturale di Urbino. L'ambiente è al centro dell'edizione 2025 dal titolo "CulturaNatura - Lo sguardo ecologico nel giornalismo culturale".
Fino a domenica 12 ottobre ricercatori, scrittori, esperti e giornalisti si confrontano su tematiche legate a uno degli aspetti più sensibili e importanti della contemporaneità. Argomenti, quelli dell'ambiente e del cambiamento climatico, sui quali l'attenzione sembra diminuire lasciando il posto a una crescente attenzione verso le tensioni internazionali. Di questo abbiamo parlato con il geologo Mario Tozzi, che al festival ha tenuto una lectio nella giornata di sabato, e con il giornalista e condirettore dell'evento Giorgio Zanchini.
Tanti i protagonisti di questa edizione, tra i quali Serena Dandini, Paolo Di Paolo, Piero Dorfles, Elisa Ridolfi, Luca Mercalli e altri personaggi della cultura.
FgCult25 è anche innovazione: presentata dal team della sociologa Lella Mazzoli, condirettrice dell'evento, una nuova ricerca per approfondire come i giovani e i giovani adulti leggono di ambiente. Durante il festival concorsi per i giovani come il Premio FgCult vinto dalla giornalista Irene Di Castelnuovo.
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Mario Tozzi: "Noi non dobbiamo fare niente, ci pensa l'ambiente, ci pensa il clima con le sue perturbazioni a carattere violento, con i suoi flussi migratori, ci pensano le risorse che piano piano si impoveriscono ed è anche per questo che si combatte, ci pensano la ricchezza della vita che piano piano stiamo perdendo con le estinzioni. Noi non facciamo niente, però segnali ce li abbiamo continuamente. Il problema è che non li vogliamo sentire e che le guerre sono veramente un'arma di distrazione di massa, al di là dei motivi contingenti per cui nascono e dunque bisogna essere molto preoccupati nel momento in cui ci si occupa delle pandemie, un po' di tempo fa, e delle guerre soltanto e non ci si occupa invece del luogo in cui viviamo e di cui facciamo parte".
"Ci sono - commenta il giornalista e Condirettore del Festival Giornalismo Urbino, Giorgio Zanchini - vari cavalli che tirano in direzioni non tanto divergenti, quanto contrarie alla consapevolezza, all'attenzione e all'intervento per frenare gli effetti del cambiamento climatico. La mia risposta è una sola, purtroppo gli effetti del cambiamento climatico ci sono, sono un dato di realtà, ogni anno ci confrontiamo con caldi che non avevamo mai conosciuto, alluvioni, quindi purtroppo torneranno e il dibattito riprenderà la sua centralità".
"Sicuramente ormai l'informazione passa per la maggior parte attraverso i social, ma attenzione perché il libro ha ancora un suo ruolo, il libro è fondamentale per andare a ricercare l'informazione sull'ambiente, soprattutto nei giovani adulti con famiglia", così la Condirettrice del Festival Giornalismo Urbino, Lella Mazzoli.
Festival del giornalismo culturale che dedica spazio e opportunità ai giovani giornalisti, come la Irene Di Castelnuovo che con il suo podcast ha vinto il premio FG Cult 25: "Io credo che il giornalismo culturale debba anche solleticare la coscienza del lettore, dell'individuo, che poi ha anche un riscontro nella collettività, perché come dice nel mio podcast Valentina Faraone, ovvero la responsabile dell'ufficio stampa di LAV Italia, goccia dopo goccia si fa il mare, non solo sapendo ma informandosi e capendo che si può sviluppare un pensiero critico".